Emmanuel Macron (3)
Francia

Macron: «Basta migranti per le strade»

3 Agosto Ago 2017 1437 03 agosto 2017
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«Da qui alla fine dell'anno non voglio più uomini e donne per le strade, nei boschi, voglio alloggi d'urgenza» ha dichiarato il Presidente francese. Ma nel frattempo, la tensione a Calais sta tornando alta

Basta migranti per le strade. Emmanuel Macron è stato chiaro: «da qui alla fine dell'anno non voglio più uomini e donne per le strade, nei boschi, voglio alloggi d'urgenza». Un discorso a favore dell'accoglienza se preso nel contesto in cui è stato pronunciato - un incontro a Orléans con 37 nuovi cittadini francesi, ai quali veniva consegnato il "décret d’intégration" -, ma un discoso che può essere letto in tutt'altro modo, visto quello che sta succedendo a Calais.

Non solo la denuncia della ong Human Rights Watch, che accusa la polizia francese di usare gas al peperoncino su bambini e adulti, ma anche l'intervento del Consiglio di Stato, resosi necessario perché agli oltre 400 richiedenti asilo rimasti nei pressi della città francese, dopo lo sgombero del campo noto con l'eufemismo - alquanto razzista - di "la jungle", è stata negata la possibilità di bere, con un'opera di dissuazione della distribuzione di acqua.

Ora il prefetto del Pas-de-Calais, Fabien Sudry, dichiara che docce e sanitari e colonnine d'acqua saranno installate entro la settimana prossima. Nessuna spiegazione su che tipo di docce o sanitari, ma di certo - così ha detto il prefetto - saranno lontani dal centro abitato. Insomma, lontani dalle strade.

Al contempo, il prefetto ha spiegato che si sta lavorando a un nuovo centro, il cosiddetto CAES, per l'accoglienza e la valutazione (letteralmente:"centre d’accueil et d’évaluation des situations"), presso l'abbazia di Belval, nel comune di Troisvaux (Pas-de-Calais).

Il centro sarà aperto velocemente, per «esaminare in maniera ancora più rapida la situazione dei migranti». Nel frattempo, l’Office français de l’immigration et de l’intégration (OFII) sta cercando di convincere i migranti a salire volontariamente su dei bus per dirigersi nella zona del CAES. Si teme che piccoli agglomerati urbani spontanei possano sorgere nei dintorni di Calais.

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