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Dati sull'azzardo. I comuni li chiedono, ma l'Anci dov'è?

4 Agosto Ago 2017 1049 04 agosto 2017
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Mentre la Regione Puglia, in accordo con Lombardia, Liguria e provincia autonoma di Bolzano, decide di non firmare per la riorganizzazione della rete di vendita dell'azzardo legale proposta dal Governo, il presidente dell'Anci Antonio Decaro parla di "necessità e urgenza" per quel provvedimento. Ma Decaro, che è sindaco di Bari, conosce i dati sull'azzardo nel comune che amministra?

Antonio Decaro è un giovane e brillante sindaco, già deputato PD, arrivato alla testa dell'Anci, l'associazione nazionale comuni d'Italia. La dirigenza Anci, sul tema azzardo, non ha mai brillato. Alcuni anni fa, chi ha memoria ricorda di un accordo fra Anci e Sistema Gioco Italia (qui), il settore confindustriale dell'azzardo legale, per «combattere l'illegalità». Vecchie storie, Decaro non c'era e non ha colpa. Proprio per questo vorremmo fossero storie di ieri, non di oggi o di domani. Anche perché tra rappresentanti e rappresentati la scollatura è già ampia, si allargasse ancora sarebbe un grave problema.

In ogni caso, il sindaco di Bari, è da qualche tempo fra i più attivi o, per usare un linguaggio caro al marketing, proattivi nel promuovere e proporre un accordo fra Regioni, Anci in rappresentanza dei comuni italiani, e Governo per la riorganizzazione della rete di vendita del sistema dell'azzardo legale sul territorio italiano. Anche sul suo territorio. Ieri Decaro, a margine dell'ennesimo flop governativo alla Conferenza Unificata Stato Regioni Enti Locali ha usato toni accesi: «Basta deregulation, bisogna chiudere» parlando di «intesa raggiunta».

Raggiunta da chi? Peccato che proprio la Puglia, con Lombardia e provincia autonoma di Bolzano, abbia opposto un secco no a questa proposta che toglierebbe ogni potere agli enti locali, scaricando sulle loro spalle l'onere di controlli puramente formali (come controllare una macchina vlt senza appositi corpi specializzati in microeletronica e cybercrime?).

Molte criticità stanno emergendo, a una lettura attenta, paziente e indipendente del testo governativo. Gli entusiasmi della prima ora dovrebbero essere giustificati meglio, nelle cose. E con dati.

Singolare allora, sui dati, che Decaro non abbia speso nemmeno una parola per la battaglia che molti comuni italiani stanno combattendo in questi giorni: i dati, i numeri, i flussi. Vogliono sapere dai Monopoli di Stato, quindi dal Governo i numeri scomposti per tipologia di gioco, fascia mensile e annuale di flusso, non manipolati da "esperti" e "commentatori" vari, in sostanza le cifre di questo immenso bunsiness che intacca i loro territori.

Decaro, che parla di deregulation a proposito del sistema più normato e più oscuro del comparto "industriale" italiano, conosce questi dati quanto meno su Bari? Conoscere per deliberare, diceva Luigi Einaudi, che sui giochi pubblici la sapeva lunga essendosene occupato con studi seri e ricerche serissime. Il resto viene di conseguenza.

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