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Aprire centri di transito sicuri in Libia è la priorità

17 Agosto Ago 2017 1550 17 agosto 2017
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Il perdurante disinteresse sulla sorte di decine di migliaia di migranti in Libia, uomini, donne e bambini in condizioni di semi schiavitù non è più tollerabile e si richiede un’accelerazione nelle decisioni della comunità internazionale. Davanti all'emergenza, le Agenzie delle Nazioni Unite e le Ong umanitarie agiscano subito: questa la richiesta di Link 2007

«Il perdurante disinteresse sulla sorte di decine di migliaia di migranti in Libia, uomini, donne e bambini in condizioni di semi schiavitù, detenuti e vessati da bande criminali senza alcun rispetto della vita umana, spesso colluse se non confuse con le stesse forze che dovrebbero garantire ordine e protezione, non è più tollerabile e si richiede un’accelerazione nelle decisioni della comunità internazionale«, questo l'appello di Link 2007, associazione di importanti Ong italiane.

Comprensibili ragioni di sicurezza hanno impedito finora la creazione in Libia di centri protetti per accogliere i migranti e impedire che continuino sfruttamento, abusi, traffici criminali. Questa prudenza deve oggi essere superata. Più volte, nella sua storia, l’UNHCR, Alto Commissariato per i rifugiati, si è trovato in situazioni con gravi rischi per la sicurezza degli operatori umanitari ma è sempre riuscito a trovare il modo per esserci, per accogliere e proteggere decine, centinaia di migliaia di persone. In Libia è giunto il momento per superare ogni titubanza.

Si tratta di un impegno umanitario urgente, da realizzarsi subito. Non mancano l’esperienza e le capacità per poterlo fare. Si tratta di dare vita a centri aperti, rispettosi della libertà di movimento delle persone ma sicuri ed accoglienti per tutti coloro che necessitano di protezione, assistenza, orientamento e sostegno nell’individuazione di decisioni a conferma del proprio progetto migratorio o alternative ad esso.

In essi dovranno essere fornite assistenza sanitaria e protezione, con particolare attenzione ai minori, alle donne, ai traumatizzati dalle violenze subite, ricongiungendo i nuclei familiari, si dovrà aiutare i migranti nell’identificare i bisogni e le aspettative, offrire consulenza, orientamento, sostegno nell’individuazione e realizzazione delle possibili scelte: dalla permanenza in Libia di fronte a reali occasioni di lavoro, al ritorno dignitoso e assistito nei paesi di origine, alla verifica delle condizioni per la richiesta di protezione internazionale, nel rispetto di ogni altra autonoma libera scelta. L’importante è toglierli dalle mani dei loro aguzzini.

L’OIM, Organizzazione Internazionale per le migrazioni, l’UNICEF per la particolare attenzione dovuta al settore materno-infantile e ai minori non accompagnati, l’UNHCR per prendere in considerazione le richieste di protezione e asilo di coloro che non possono ritornare nei propri paesi, la CROCE ROSSA-MEZZALUNA ROSSA e le ONG umanitarie specializzate, possono essere le reali alternative ai trafficanti di esseri umani e agli ingressi irregolari, insieme all’adozione di norme che aprano agli ingressi regolari in Italia e in Europa.

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