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Azzardo: in Gazzetta Ufficiale il decreto "taglia slot"

4 Settembre Set 2017 1051 04 settembre 2017
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In Gazzetta Ufficiale il decreto con cui il Ministero dell'Economia e delle Finanze ridurrà il numero di nulla osta per le slot machine presenti sul territorio

Il 31 dicembre prossimo, il numero di nulla osta per le slot machine presenti sul territorio italiano non potrà essere superiore a 345.000. Mentre dal 30 aprile 2018, un'ulteriore riduzione le portera a 265mila unità.

Lo prevede il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, già passato al vaglio della Corte dei Conti. Il decreto, previsto ai sensi delle disposizioni contenute nella Manovra Bis, entra in vigore oggi stesso (come recita l'articolo 4) ed è relativo alla riduzione del numero dei nulla osta degli apparecchi comma 6a e fissa all'articolo 2 gli adempimenti a carico dei concessionari.

Si legge che «nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore del decreto e il 31 dicembre 2017» va posta in essere una «riduzione di almeno il 15 percento nel numero dei nulla osta di cui risulta intestatario alla data del 31 dicembre 2016», mentre entro !il 30 aprile 2018 deve essere attuata un'ulteriore riduzione del numero dei nulla osta, «fino al raggiungimento di una riduzione complessiva in misura pari ad almeno il 34,9 percento del numero di nulla osta di cui risulta intestatario alla data del 31 dicembre 2016». L'obbligo è posto in capo ai Concessionari e lo stesso articolo prevedeche “ermo restando l’obbligo, per ciascun concessionario, della riduzione minima di cui al comma 1, qualora si riscontri, a decorrere dal 1° maggio 2018, un numero di nulla osta complessivo inferiore a 265mila, i concessionari di rete interessati potranno avanzare istanza di rilascio di nulla osta fino al raggiungimento di tale numero massimo. A tal fine, qualora all’esito delle verifiche effettuate ai sensi dell’articolo 3 risulti un numero di nulla osta inferiore a 265mila, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli con propria determinazione da pubblicare sul sito internet istituzionale indica il numero di nulla osta attivi alla data del 30 aprile 2018».

L'articolo 3 è invece relativo alla revoca dei nulla osta eccedenti il numero complessivo massimo) e prevede che «l’Agenzia delle Dogane dei Monopoli verifica, per ciascun concessionario, entro dieci giorni lavorativi dalla scadenza dei termini di cui all’articolo 2, la riduzione del numero di numero di nulla osta attivi, in coerenza con quanto disposto dallo stesso articolo 2, al fine di garantire il rispetto dei limiti massimi fissati all’articolo 1». Qualora riscontri, per un singolo concessionario, un numero di nulla osta superiore a quello risultante dall’applicazione dei tassi di riduzione di cui all’articolo 2, i Monopoli di Stato inoltreranno al concessionario stesso al entro i venti giorni lavorativi, «la comunicazione di avvio del procedimento di revoca di un numero di nulla osta pari all’eccedenza rilevata operando: a) l’analisi della distribuzione territoriale dei nulla osta del concessionario sul territorio, rilevata al 31 dicembre 2017 e al 30 aprile 2018, a seguito delle riduzioni; b) l’attribuzione dell’eccedenza a ciascuna regione di pertinenza in quote proporzionali alla distribuzione territoriale, come sopra rilevata; c) l’individuazione dei nulla osta eccedenti nell’ambito di ciascuna area regionale, in funzione degli apparecchi da intrattenimento che hanno registrato, nei dodici mesi precedenti, la minore raccolta media di gioco su base giornaliera, calcolata al netto dei giorni di mancato funzionamento degli stessi».

Il concessionario, entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento del provvedimento di revoca, "provvede al blocco degli apparecchi eccedenti con contestuale avvio delle procedure per la loro dismissione". Qualora il concessionario non ottemperi a tale blocco, «l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli applica la sanzione amministrativa pecuniaria pari a 10mila euro per ciascun apparecchio e, d’intesa con il partner tecnologico, dispone il distacco immediato del collegamento dalla rete telematica degli apparecchi eccedenti».

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