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Sostenibilità: cani e gatti USA mangiano più carne di tutti i francesi

5 Settembre Set 2017 1006 05 settembre 2017
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I conti li ha fatti un ricercatore dell’Università della California: l’alimentazione dei 163 milioni di pets americani è responsabile del 25-30% dell’impatto della filiera della carne, ed è associata all’emissione di 64 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno. Un consumo superiore a quello dei francesi

Mangiano sempre meno carne, sono attenti alle emissioni, vivono green e magari sono pure diventati vegani: ma non sanno che i loro animali d’affezione hanno un impatto ambientale secondo solo a quello del miliardo di cinesi, e superiore a quello dell’intera popolazione della Francia. Sono i padroni dei 163 milioni di cani e gatti USA, che mangiano un quantitativo di carne inimmaginabile e contribuiscono così non poco al consumo di risorse legato agli allevamenti intensivi. I conti li ha fatti Gregory Okin, ricercatore dell’Università della California di Los Angeles, che ha pubblicato quanto scoperto su PLoS One e viene ripreso in Italia dal Fatto Alimentare.

Negli Stati Uniti la dieta carnivora dei pets è responsabile del 25-30% dell’impatto della filiera della carne, ed è associata all’emissione di 64 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno. Un impatto pari a 13,6 milioni di automobili, o anche a quanto deriva dal consumo di carne di tutti i francesi. Se i cani e i gatti americani fossero una nazione, si piazzerebbero al quinto posto nel mondo per consumo di carne, dietro a Russia, Brasile, Stati Uniti e Cina. Analizzando le calorie, continua il sito, i cani e i gatti statunitensi ne richiedono circa il 19% di quelle necessarie agli uomini, cioè un quantitativo totale simile, ancora, a quello consumato da tutta la Francia.

Che fare però, visto che si tratta pur sempre di animali carnivori? Innanzitutto, suggerisce il ricercatore, si potrebbe a ragionare sulle fonti delle proteine necessarie a cani e gatti, proteine che si potrebbero ricavare solo da parti degli animali che l’uomo non consuma. Peccato che una parte consistente e in crescita – quella degli alimenti Premium, le cui vendite sono in aumento in tutto il mondo – arriva da carni di valore: è proprio necessario dare agli animali questo tipo di proteine? Secondo le stime di Okin, circa un quarto della carne oggi destinata a cani e gatti potrebbe essere consumata dall’uomo, e sfamerebbe 26 milioni di americani.

Una soluzione sarebbe utilizzare fonti alternative di proteine, come gli insetti, o al pink slime, la poltiglia rosa o carne separata meccanicamente, che le persone non vogliono nella loro dieta, anche se contiene proteine di qualità, che quindi andrebbe molto bene per i pets.

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