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Illustrazione

La solitudine dei robot

13 Settembre Set 2017 1918 13 settembre 2017
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Un libro illustrato per l’infanzia che racconta la storia di un piccolo robot alla ricerca di suo padre. Con i disegni di Giordano Poloni

Nei giorni scorsi ho ricevuto in anteprima un libro disegnato da Giordano Poloni, dal titolo “C’est toi mon papa” (“sei tu mio papà?”). I colori delle sue tavole hanno catturato subito l’attenzione, tinte tenui e desaturate che, alternate a colori più decisi creano una forte luce interplanetaria. Poloni è noto ai lettori di Vita per la copertina del numero dedicato alla campagna no slot, “Exit slot”.

L’ambientazione è futura ma altresì “futurista”, un po’ ispirata alle architetture disegnate di Sant’Elia. La città sembra immersa in un silenzio metafisico. I personaggi quasi carnevaleschi possiedono invece delle caratteristiche deperiane. C’è molto inoltre di quella cultura di cartoni giapponesi che la generazione nata negli anni 80 ha respirato guardando la televisione al pomeriggio. Anche la Graphic Novel italiana degli ultimi decenni traspare come lezione ben appresa (si pensi ai primi lavori prodotti in Giappone da Igort). Insomma mi piace molto pensare a Giordano come ad un illustratore colto che lavora con tutto il mondo e che esprime una forte italianità in quello che fa. Questi suoi tratti rendono le pagine di questo libro molto famigliari, come dire, ci si trova a proprio agio seguendo i suoi personaggi.

Alcune tavole del libro “C’est toi mon papa”

Studio dei personaggi


Se poi siete anche appassionati della fantascienza degli anni ’50, e soprattutto di Isaac Asimov, questo libro vi piacerà ancora di più. La storia, a cura di Elsie W. Right, sembra uno dei racconti tratti da “io robot”, saga spaziale oggi attualissima per quanto concerne il dibattito etico sui droni. Il volume uscirà in lingua francese, speriamo tuttavia qualche editore italiano decida di pubblicarlo (qui il link per acquistarlo)

È un libro che può raccontare molto ai nostri figli di quella cultura visiva che noi genitori trentenni abbiamo respirato nella nostra infanzia.

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