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Sviluppo sostenibile

Riduzione della povertà e disuguaglianze, l'Italia non ha un progetto

28 Settembre Set 2017 1737 28 settembre 2017
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A che punto si trova oggi l’Italia nella sua strada verso il raggiungimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile sanciti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite? Il punto è stato fatto oggi a Roma con la presentazione del Rapporto 2017 dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS)

L’Italia non è su un sentiero di sviluppo sostenibile e la ripresa economica, da sola, non risolverà i problemi che pongono l’Italia tra i Paesi europei con le peggiori performance economiche, sociali e ambientali. Il nostro Paese è indietro su povertà, disoccupazione, disuguaglianze, degrado ambientale, mentre registra un miglioramento nei campi dell’educazione, della salute e dell’alimentazione, pur restando lontano dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile che riguardano questi temi. Inoltre, l’Italia è in ritardo nell’adozione di strategie fondamentali per garantire il benessere e un futuro alla generazione presente e a quelle che verranno, come quelle relative all’energia, alla lotta al cambiamento climatico ed economia circolare. Se non si transiterà rapidamente verso un modello di sviluppo sostenibile sul piano economico, sociale e ambientale l’Italia non riuscirà a raggiungere i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs – Sustainable Development Goals nell’acronimo inglese), né quelli che prevedono una scadenza al 2020 né quelli riferiti al 2030, come pure si è impegnata a fare sottoscrivendo l’Agenda 2030 dell’ONU il 25 settembre del 2015.

Eppure si potrebbe fare molto, anche nel breve termine, per cambiare tale situazione. Sono questi, in estrema sintesi, i messaggi e le proposte contenute nel Rapporto 2017 dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) , la più grande rete di organizzazioni (oltre 170) che si occupano di sostenibilità in Italia, nata all’inizio dell’anno scorso su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Il Rapporto, realizzato grazie al contributo di centinaia di esperti appartenenti alle organizzazioni aderenti all’ASviS, presentato questa mattina alla Camera dei Deputati, offre una lettura completa e originale della situazione dell’Italia rispetto alle diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile. Grazie all’utilizzo di indicatori sintetici e modelli analitici innovativi, presentati per la prima volta in questa sede, il Rapporto 2017 fornisce una visione chiara delle tendenze in atto nelle 17 aree degli SDGs e dei possibili scenari futuri in base alle diverse politiche adottate. Ma, soprattutto, il Rapporto contiene proposte concrete e dettagliate rivolte al Governo, alle istituzioni nazionali e territoriali, alle imprese per migliorare il benessere delle persone, ridurre le disuguaglianze e aumentare la qualità dell’ambiente, una sorta di “programma di legislatura” sottoscritto da gran parte della società civile italiana.

Auspichiamo anche che il Governo predisponga entro il 2017 Linee guida per le amministrazioni statali affinché applichino standard ambientali e organizzativi che contribuiscano al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile

Enrico Giovannini

Il Rapporto ASviS 2017, oltre a indicare i punti di forza e di debolezza del Paese rispetto agli SDGs, propone misure di breve e medio termine per portare l’Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile. In particolare, suggerisce di: completare l’iter di approvazione di leggi (consumo di suolo, gestione delle acque, ecc.) e di strategie (energetica, economia circolare, lotta ai cambiamenti climatici) cruciali per il futuro del Paese; dettagliare la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile anche in termini quantitativi e rendere operativa la sua governance, ad esempio con la trasformazione del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) in Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile; adottare provvedimenti urgenti per il raggiungimento dei 22 Target che prevedono una scadenza al 2020. “Auspichiamo anche che il Governo predisponga entro il 2017 Linee guida per le amministrazioni statali affinché applichino standard ambientali e organizzativi che contribuiscano al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile”, sottolinea Giovannini.

Per monitorare la situazione del Paese rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile, quest’anno l’ASviS ha introdotto una serie di strumenti statistici e analitici originali e innovativi, un unicum nel panorama internazionale. In particolare, sono stati costruiti, partendo dagli indicatori statistici selezionati dall’ONU e messi a disposizione dall’Istat, indicatori compositi relativi ai singoli SDGs in grado di fornire una misura sintetica e agile del percorso di avvicinamento, o di allontanamento, agli stessi. Da questa prima analisi emerge un miglioramento per nove Obiettivi (Fame e alimentazione, Salute e benessere, Educazione di qualità, Uguaglianza di genere, Infrastrutture resilienti, Modelli sostenibili di consumo, Riduzione dei gas serra per combattere il riscaldamento climatico, Tutela dei mari e Giustizia per tutti), un sensibile peggioramento per quattro (Povertà, Gestione delle acque, Disuguaglianze ed Ecosistema terrestre), mentre la situazione resta statica per i restanti quattro (Energia, Occupazione, Città sostenibili e Cooperazione internazionale). Ciononostante, anche per le aree dove si registrano miglioramenti la distanza rispetto agli Obiettivi fissati per il 2020 e il 2030 resta molto ampia.

Infine, per permettere agli utenti di condurre ulteriori analisi sulla posizione dell’Italia, l’ASviS, insieme a Forum PA, ha creato una banca dati interattiva e consultabile gratuitamente online dal sito www.asvis.it, un vero e proprio osservatorio che permette di visualizzare i valori e gli andamenti degli indicatori per i diversi SDGs attraverso grafici, mappe e tabelle, di esportare i dati, eseguire confronti tra regioni e macroregioni su più indicatori anche di Goal diversi.

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