Vince Lee 199076
Welfare in Azione

L’app anti-spreco che mette in moto l'economia locale

2 Ottobre Ott 2017 1118 02 ottobre 2017
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A Baranzate, in provincia di Milano, un’app aiuta gli esercenti a combattere gli sprechi, mettendo in rete i prodotti scontati a fine giornata. Un progetto di sostegno alimentare che punta anche a rilanciare l'economia locale, nel paese con la percentuale di stranieri più alta d'Italia e dove il dopo Expo è risultato più difficile

Si chiama “ VAI non spreco” la APP lanciata a Baranzate per aiutare le famiglie più vulnerabili ad accedere a prodotti scontati, rimettendo allo stesso tempo in moto l’economia locale e valorizzando risorse che andrebbero altrimenti perse. E’ quindi una APP con vantaggi per tutti quella lanciata a Baranzate, nell’ambito di #Vai, il progetto sostenuto dal bando “Welfare di comunità” di Fondazione Cariplo. «È nata come un’azione di sostegno alimentare, ma è diventata molto di più», spiega Samantha Lentini, direttrice dell'Associazione Rotonda, tra i partner del progetto che si è occupata proprio di seguire lo sviluppo e la diffusione dell’app. Un meccanismo semplice, che permette ai negozianti di postare le proprie offerte a fine giornata e alle persone di geolocalizzarle e visualizzarle sul proprio smartphone. «Per i bar e gli alimentari è un modo per evitare di sprecare cibo, guadagnando anche su ciò che sarebbero costretti a buttare, per le persone invece è un modo per risparmiare e magari anche avere accesso a prodotti che altrimenti non comprerebbero». Sconti che si aggirano intorno al 30%, soprattutto su prodotti alimentari, ma non solo. «Siamo riusciti a coinvolgere nel circuito anche negozi di abbigliamento e l’obiettivo è quello di includere tutte le categorie merceologiche», continua Lentini. «Il nostro progetto si rivolge alla fascia sempre più estesa di “vulnerabili”, che si trovano un gradino sopra la fascia di forte bisogno economico: sono persone che magari riescono a fare la spesa, ma non possono permettersi di acquistare vestiti nuovi o giocattoli per i figli».

Lanciata a giugno, l’app è costata 7mila euro per lo sviluppo e conta oggi 92 utenti attivi e una rete di otto esercenti, tra cui due bar, un panificio, una salumeria, un ortofrutta, una cartoleria, un negozio di giocattoli e uno di vestiti. «In realtà questa non è solo una piattaforma in cui controllare quali sono gli sconti», afferma Lentini. «Sull’app si possono consultare anche molte altre iniziative anti-spreco legate a #Vai, ad esempio gli swap parties, cioè gli incontri in cui ci si scambiano oggetti usati, vestiti, giocattoli, articoli sportivi e di bricolage. Ne abbiamo già organizzati diversi e hanno avuto un grande successo. Si basa sul concetto che quello di cui io non ho più bisogno, magari diventa utile per qualcun altro».

La sfida più grossa per il lancio dell’app: il coinvolgimento degli esercenti. «Baranzate è una realtà complicata, siamo circondati da grandi centri commerciali e anche il tessuto sociale è complesso. È il paese con la percentuale di stranieri più alta d’Italia, ci sono 72 etnie diverse qui. Per i commercianti non è facile, ognuno tende a difendere la propria clientela il più possibile. All’inizio c’era molta diffidenza, a molti non piaceva il fatto di rendere pubbliche le proprie offerte e che i loro clienti potessero vedere quelle della concorrenza», spiega Lentini. «Noi però abbiamo collaborato con l’amministrazione comunale e l’assessore al commercio per organizzare delle giornate informative e far capire i vantaggi dell’iniziativa. C’è stato un grosso lavoro di sensibilizzazione ma il riscontro migliore che abbiamo è che gli esercenti hanno capito il valore dell’app e continuano ad usarla». Tra i primi ad aver colto l’opportunità, i titolari del bar di via Belgioioso. «Era la via che conduce all’Expo e dopo il boom del 2015, dopo la fine dell’evento hanno avuto un crollo nel numero dei clienti. L’app è un modo per promuoversi e magari intercettare anche una nuova clientela».

Secondo Lentini, i commercianti sono un tassello chiave per la costruzione di un nuovo welfare di comunità. «Spesso le persone parlano dei loro problemi quotidiani al barista o al panettiere di fiducia, che conoscono da anni. Sono loro ad essere i primi ricettori dei bisogni dei cittadini. Fanno un lavoro sociale anche se apparentemente non ha nulla a che fare con il sociale. Dopo il lancio dell’app, ad esempio, una commerciante di Baranzate ha iniziato anche a chiederci dei volantini del centro stranieri e della Caritas, perché spesso le persone le chiedono informazioni su questi servizi», racconta. «L’app insomma potrebbe essere solo l’inizio di una collaborazione più ampia, per creare un welfare che riesca davvero a coinvolgere tutti in prima persona». Al momento dedicata al solo territorio di Baranzate, sta riscuotendo interesse anche in altri comuni del Nord Milano.

Foto: Vince Lee

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