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Ius soli, sms solidali e VITA. Non si fugge dalla realtà

5 Ottobre Ott 2017 1009 05 ottobre 2017
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L’editoriale di Riccardo Bonacina che troverete sul magazine di ottobre in distribuzione. «In questi mesi abbiamo lavorato sodo e gettato buoni semi per il futuro, il futuro di un Ente di Terzo settore (impresa sociale) a servizio delle tante realtà non profit. Mancano pochi giorni, non smettete di farci sentire il vostro sostegno»

Un grande amico e maestro, Giovanni Testori, ci ammoniva, eravamo un gruppo di giovani giornalisti, sempre così: «Basta amare la realtà sempre e in tutti i modi, fuggite le astrazioni».

Fu una grande lezione che non bisogna smettere di ripassare.
Per esempio lo ius soli. Se si parte dalla realtà, da una qualsiasi classe scolastica italiana di ogni ordine e grado, il dibattito politico attorno allo ius soli — rimandato per l’ennesima volta — appare per quello che è, surreale. Non per nulla, al di là di appartenenze politiche e culturali, proprio dalla scuola e dagli in- segnanti, a cominciare da Eraldo Affinati, scrittore e promotore della scuola Penny Wirton, è recentemente partito un appello e una raccolta firme che recita così. «Noi insegnanti guardiamo negli occhi tutti i giorni gli oltre 800mila bambini e ragazzi figli di immigrati che, pur frequentando le scuole con i compagni italiani, non sono cittadini come loro», esordisce l’appello. «Ci troviamo così nella condizione paradossale di doverli educare alla “cittadinanza e Costituzione”, seguendo le Indicazioni nazionali per il curricolo — che sono legge dello Stato — sa- pendo bene che molti di loro non avranno né cittadinanza né diritto di voto. Questo stato di cose è intollerabile. Come si può pretendere di educare alle regole della democrazia e della convivenza studenti che sono e saranno discriminati per provenienza?».

Già gli insegnanti sono costretti a guardare in faccia la realtà dei tanti bambini e ragazzi (quasi il 10% della popolazione scolastica) nati in Italia, che spesso parlano con gli accenti dialettali dei loro coetanei e tifano per le nostre squadre, ma sono figli di stranieri. Gli insegnanti sanno. Ma la politica no, vive chiusa nel cerchio delle proprie e autoreferenziali polemiche e mira a interessi di bottega elettorale (botteghe d’altra parte sempre più deserte). E nel teatrino della politica si producono veleni e menzogne, nel recinto dell’astrazione vale tutto. Anche propugnare nuove regole morali come hanno fatto Alfano, Lupi e Lorenzin affermando che lo ius soli è «una cosa giusta fatta al momento sbagliato perché può diventare un favore alla Lega». No carissimi è sempre il momento giusto per fare una cosa giusta. Una cosa giusta non può essere oggetto di opportunismi e mercanteggiamenti, non può sottostare a calcoli politici o elettorali. Altrimenti vi si ritorcerà contro. Se una cosa è giusta bisogna avere il coraggio ideale di farla, bisogna intestarsene la battaglia per realizzarla, bisogna promuoverla alzando la voce, proponendo una visione di società e una concezione dell’uomo. Questo vogliono gli elettori, non calcoli magari pure sbagliati.

Un secondo esempio. Gli sms solidali. È recentissima la pole- mica innescata dal sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi che si è lamentato perché non un euro dei fondi raccolti dalla Protezione civile tramite sms solidali (33 milioni) sia arrivato nei comuni simbolo del terremoto in centro Italia del 2016, Amatrice, Accumoli, Arquata. Ora, al di là del protagonismo del sindaco, delle inesattezze delle sue dichiarazioni fatte sul palco della Festa di Fratelli d’Italia, indubbiamente la realtà ci dice che le raccolte fondi solidali fatte da privati e gestiti con criteri privatistici e trasparenti, a oltre un anno dal terremoto hanno già restituito ai territori, interventi finalizzati, scuole, centri di aggregazioni, spazi comunitari inaugurati già da qualche mese. Mentre la gestione pubblica della raccolta fondi solidale non ha ancora prodotto nulla se non l’approvazione di 18 progetti presentati dai comuni alle 4 Regioni interessate. I fondi si trovano ancora in un conto aperto presso la Tesoreria Centrale dello Stato, in favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri e solo 3 milioni sono stati destinati. È un meccanismo farraginoso, spesso poco trasparente, lunghissimo se rapportato alle sofferenza delle popolazioni colpite. Vita quando fu introdotto il meccanismo della raccolta sms a favore della Protezione civile polemizzò a lungo dicendo che lo Stato doveva fare lo Stato e intervenire con le risorse della fiscalità e che le raccolte fondi dovevano essere fatte tramite enti del privato sociale più agili, più vicini ai bisogni del territorio, meno burocratici. Ora, dopo la Riforma del Terzo settore che introduce più forti vincoli di trasparenza e rendicontazione credo sia opportuno ripensare anche al meccanismo di gestione delle raccolte fondi pubbliche. La realtà suggerisce questo, proviamo ad ascoltarla.

Infine, anche noi di Vita stiamo facendo i conti con la realtà. La realtà di una crisi dovuta ad un amministratore infedele oltre che a un contesto di mercato difficile, e la realtà della spinta ricevuta dal mondo non profit di questo Paese e da tanti lettori vecchi e nuovi. Mancano pochi giorni alla scadenza concessaci dal Tribunale. Noi in questi mesi abbiamo lavorato sodo e gettato buoni semi per il futuro, il futuro di un Ente di Terzo settore (impresa sociale) a servizio delle tante realtà non profit. Mancano pochi giorni, non smettete di farci sentire il vostro sostegno attraverso abbonamenti sostenitore o la raccolta crowdfunding.


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