Taglio Nastro OSF
Opera San Francesco

Nata la seconda mensa: la solidarietà fa il bis

11 Ottobre Ott 2017 1720 11 ottobre 2017
  • ...

Inaugurata oggi la struttura di Osf che da lunedì 16 ottobre sfornerà 250 pasti al giorno dalla domenica al venerdì. Al taglio del nastro con il ministro generale dei frati minori cappuccini, accanto alle autorità tantissimi benefattori, volontari e amici della storica associazione milanese

Da corso Concordia a piazzale Velasquez corre il filo della solidarietà di Opera San Francesco per i poveri. Accanto al Convento dei Cappuccini proprio questa mattina (maertedì 11 ottobre), infatti, è stata inaugurata la seconda mensa per i poveri di Osf che si trova accanto al Poliambulatorio di Osf in via Antonello da Messina aperto nel 2010.

Terminati i lavori di ristrutturazione della mensa (iniziati a febbraio vedi news), allestiti gli spazi e attrezzata la cucina che da lunedì 16 ottobre potrà garantire almeno 250 pasti caldi al giorno, inizialmente solo a pranzo, oggi è arrivato il momento del taglio del nastro (nella foto in apertura da sinistra: fra Mauro Jöhri, Pierfancesco Majorino e padre Maurizio Annoni) della nuova struttura che, aperta da domenica a venerdì inizialmente solo per il pranzo, andrà ad affiancarsi alla storica struttura di corso Concordia. Praticamente sold out il salone del Rosetum dove hanno preso la parola il ministro generale dei frati minori cappuccini Fra Mauro Jöhri, l’assessore comunale alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, il presidente del Municipio 7 di Milano Marco Bestetti, Elisabetta Soglio giornalista del Corriere della Sera, Ernesto Pellegini, presidente dell’omonima fondazione e a chiudere gli interventi, coordinati da Riccardo Bonacina, direttore di Vita magazine, padre Maurizio Annoni, presidente di Osf.

Ad introdurre l’incontro il nuovo video istituzionale dell’associazione che nelle sue pennellate e nelle sue immagini ha presentato le tante attività di questa “carità organizzata” come è stata definita dal presidente Annoni, o come l’ha presentata Bonacina un’esperienza «di eccellenza dove la tradizione si coniuga con l’efficienza e l’efficacia dell’azione». E della tradizione francescana ha parlato proprio fra Mauro Jöhri che ha ripreso le parole del testamento di San Francesco per descrive l’importanza della carità «si è lasciato toccare dalla sofferenza, Francesco non si limita ad abbracciare i lebbrosi, si è messo a curarli». È proprio dell'essere frate il “mettersi al servizio del povero” e nei secoli, ha ricordato ancora il ministro generale dei cappuccini i frati trovarono tanti modi per aiutare: dai monti di pieta per liberare le persone dall’usura, all’impegno nella cura degli appestati del 1600 per «aiutare là dove nessuno vuole andare». E la nuova mensa di Osf è un ulteriore mezzo «per moltiplicare l’opera di presenza a fianco degli ultimi».

«Le istituzioni non si devono mettere di lato, ma tutti dobbiamo fare un passo avanti. Il Comune di Milano», ha assicurato Majorino lo ha fatto, raddoppiando i fondi per il contrasto alla povertà che sono passati «dai 18 milioni del 2011 ai 37 milioni di oggi. È evidente però che su tema del riscatto sociale occorre recuperare ancora tanto tempo perduto» ha continuato Majorino che ha anche voluto tirare alcune stoccate a chi strumentalizza: «i poveri vanno aiutati tutti insieme, evitando lo scontro tra i cosiddetti ultimi». Da parte sua il presidente del Municipio 7 ha voluto sottolineare la necessità che di fronte a tante associazioni che faticano ad avere sedi e spazi le istituzioni «mettano a servizio della città spazi che oggi sono non luoghi, ma serve snellire le procedure».

Elisabetta Soglio ha posto l’accento sul fatto che «il nostro compito come comunicatori è comunicare anche le cose buone. È vero ci sono quelle brutte, ma vanno valorizzate anche quelle buone e positive della nostra società», insomma va sfatato il mito che «le buone notizie non vendono». Da parte sua Ernesto Pellegrini ha raccontato l’avventura di Ruben, il ristorante solidale dove la cena costa 1 euro, «un luogo inclusivo in cui il pagamento simbolico è uno dei punti chiave». Pellegrini ha anche annunciato che Ruben non è solo cibo, ma è anche una serie di progetti per la ripartenza e il reinserimento di quanti hanno pagato più duramente la crisi del lavoro «il lavoro è l’unica vera soluzione al disagio sociale perché restituisce dignità alla persona», ha concluso Pellegrini.

da sinistra, Ernesto Pelegrini, fra Mauro Jöhri e padre Maurizio Annoni

Da parte sua padre Maurizio ha voluto sottolineare la continuità con il passato «qui nel 1945 fra Ciriaco Manzoni aprì una mensa per i poveri» e quella che si inaugura è un’altra luce «per i tanti poveri che sono avvolti nell’oscurità. La crisi economica e le migrazioni chiedono a Opera San Francesco di adeguare i propri modelli. Non ci siamo mai fermati anteponendo l’attenzione al povero che guardiamo in volto».
Il presidente di Osf ha voluto ringraziare i benefattori «che ci permettono di aprire i nostri servizi tutti i giorni». Oltre 6mila quelli che hanno risposto «donando e coinvolgendosi al punto da coprire la metà del costo di questo nuovo servizio che è nato dal lavoro di squadra di frati, dipendenti, professionisti», ha continuato. Settanta i volontari che permetteranno il funzionamento della nuova mensa. «Opera sta crescendo, stiamo insieme per custodire la fragilità dei poveri» ha chiosato e ha voluto concludere con le parole con le quali papa Francesco a chiusura dell’Anno della Misericordia ha lanciato la prima giornata mondiale per i poveri - che si celebrerà il 19 novembre.

Immagini di Antonietta Nembri

Contenuti correlati