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Bilancio sociale

Casa della carità, se 20 persone aiutate al giorno vi sembrano poche

12 Ottobre Ott 2017 1140 12 ottobre 2017
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La struttura caritativa milanese presenta i numeri del 2016: 7.078 persone aiutate in un anno e 1.090 accolte, per un totale di 169.991 giorni di ospitalità, il 25% in più dell’anno precedente. Con un bilancio economico che si chiude con un segno più per il terzo anno consecutivo

Sono settemil le persone aiutate in un anno e oltre mille quelle accolte, per un totale di 169.991 giorni di ospitalità, il 25% in più dell’anno precedente. Il tutto grazie all’impegno di 121 lavoratori, alla disponibilità di 116 volontari e al prezioso sostegno di 16.322 donatori. Ecco le cifre del Bilancio di sostenibilità della Casa della carità, il primo della Fondazione a essere asseverato, cioè valutato da un ente esterno, il Centro per l’Innovazione e lo Sviluppo Economico, che ne ha analizzato le procedure di redazione e ne ha verificato la qualità e l’attendibilità delle informazioni.

Don Colmegna: “L’asseverazione è un traguardo importante”
“In un momento in cui il no profit è sotto pressione per le tante emergenze da affrontare e per alcuni esempi negativi che generano sfiducia, la strada da percorrere è fatta di organizzazione e professionalità sempre più elevate. In quest’ottica, l’asseverazione del bilancio non è un passaggio burocratico, ma è per noi un primo, importante traguardo. È un modo per dare ancora più valore al nostro impegno, sociale e culturale, verso quella ‘città a misura di sguardo’ che il Cardinal Martini ci ha invitato a sognare, immaginare e realizzare ogni giorno”, ha spiegato il presidente don Virginio Colmegna nel corso della presentazione tenutasi oggi.

Richieste d’aiuto in crescita
Sul fronte sociale, nel 2016 la Fondazione ha visto crescere il numero di persone che hanno chiesto aiuto al suo centro d’ascolto: 2.595, a fronte delle 1.991 del 2015 e le 1.639 del 2014. A questo bisogno crescente, la Casa della carità ha risposto garantendo una doccia e un cambio di vestiti a 4.805 persone, offrendo 2.482 visite mediche e fornendo assistenza legale a 886 persone. Inoltre, più di 650 persone sono state seguite dai progetti portati avanti nelle periferie milanesi, tra i quali spiccano 17.650 interventi dei custodi sociali nelle case popolari del Municipio 2.

8 dipendenti su 10 a tempo indeterminato. E 8.937 ore di volontariato
Nel 2016, la Casa della carità ha dato lavoro a 121 persone, di cui 83 dipendenti (dato al 31 dicembre - nel 2015 erano 55). Tra questi, il 48% sono donne, il 18% cittadini stranieri e il 76% sono persone tra i 30 e i 50 anni. L’81,9% dei dipendenti ha un contratto a tempo indeterminato. La Fondazione, inoltre, ha potuto contare su 116 volontari che, complessivamente, hanno donato 8.937 ore del loro tempo, per un valore stimato di 142.456 euro.

Bilancio economico: positivo, per il terzo anno
Il bilancio economico della Fondazione, per il terzo anno consecutivo, si è chiuso in positivo: 5.323.178 euro di entrate, 5.317.285 euro di uscite e un avanzo di gestione di 5.893 euro. Nel 2016, inoltre, sono stati effettuati investimenti per un totale di 128.204 euro, per aprire nuovi spazi di accoglienza per famiglie senza casa e giovani stranieri soli. Il 51,4% delle attività della Casa della carità è stato realizzato grazie alla generosità dei donatori, che ha consentito di sostenere costi per un totale di 2.113.079,94 euro per le attività non coperte da fondi pubblici provenienti da progetti o convenzioni. È la cosiddetta “gratuità”, che permette alla Fondazione di rispondere alle domande di accoglienza più complesse, di agire di fronte alle emergenze metropolitane e sperimentare soluzioni innovative di ospitalità.

La raccolta fondi continua
Per continuare su questa strada, c’è bisogno di un impegno costante nella raccolta fondi. Per questo, la Casa della carità rivolge per il 2017 un nuovo appello a sostenitori vecchi e nuovi affinché le stiano vicino. In particolare, all’indirizzo www.casadellacarita.org/donazioni-regolari è possibile attivare una donazione regolare perché “i più sprovveduti”, come li definì il Cardinal Martini, possano contare sull'aiuto costante di tanti per coltivare la speranza e per riprendere una vita autonoma. “Abbiamo bisogno di contare su un sostegno regolare: per questo abbiamo lanciato la campagna Amici di famiglia della Casa della carità, a cui chiediamo di aderire, per continuare ad aiutare le tante persone in difficoltà che bussano alla nostra porta e costruire insieme a loro un futuro migliore".

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