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Le bufale sono tali, anche se dette in cubano

12 Ottobre Ott 2017 2337 12 ottobre 2017
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Nettissima presa di posizione della Commissione Medico-Scientifica di UILDM sulle ipotesi di trattamento della Duchenne con staminali ematopoietiche a Cuba: «Dopo il caso Stamina, vediamo nuovi avvoltoi che si aggirano attorno ai nostri pazienti. È ora di dire basta».

Cellule staminali ematopoietiche per trattare la distrofia muscolare di Duchenne a Cuba? Diffidatene. È questo il consiglio della Commissione Medico-Scientifica di UILDM dinanzi al ritorno sulla ribalta mediatica del dott. Omar López Medina, cubano, che sulla base di un presunto approccio alla sperimentazione con cellule staminali ematopoietiche, già da qualche anno ventila una nuova terapia per la distrofia muscolare di Duchenne (DMD).

I protocolli sperimentali del dottor Median sono ignoti, le pubblicazioni scientifiche mancano, i controlli di sicurezza ed efficacia sono assenti, eppure, nota Uildm «la sirena della nuova terapia attira molti, anche Italiani e anche soci UILDM, ahimè e offre speranze di guarigione». Nettissima la presa di posizione della Commissione Medico-Scientifica di UILDM: «Dopo il caso Stamina ed il suo ricomparire in altri paesi dell’Europa dell’Est, vediamo nuovi avvoltoi che si aggirano attorno ai nostri pazienti. È ora di dire basta».

Di terapie cellulari per la Duchenne si sono già occupati diversi ricercatori, come quelli del gruppo del prof. Giulio Cossu, i cui dati sono stati resi pubblici già nel dicembre 2015. Lo studio clinico di fase 1/2 è stato condotto su un piccolo gruppo di pazienti con DMD e ha dato buoni risultati di sicurezza, ma i dati sull’efficacia si sono rivelati meno soddisfacenti. Il team di Cossu è tuttora impegnato nel ripensare alcuni punti fondamentali del protocollo di sperimentazione, per poi poter ridisegnare e avviare un nuovo trial che valuti l’efficacia della terapia.

Così procede la ricerca medica: verifica un’ipotesi, la confronta con la comunità medica attraverso pubblicazioni scientifiche, effettua prove sui volontari e poi corregge gli errori per migliorarsi. Ma tutto in maniera molto trasparente e controllata dalla comunità scientifica internazionale. Nell’era in cui sperimentazioni farmacologiche e di terapia genica si offrono sempre più numerose ai nostri pazienti «è triste constatare il ritorno ciclico di sirene e di bufale terapeutiche che raggirano la buona fede delle famiglie. Già con il caso Stamina, UILDM e le altre associazioni di pazienti neuromuscolari avevano invitato a diffidare e a vigilare. Oggi il messaggio è ancora più forte: diffidate dei mistificatori di scienza. Un prelievo ed un’iniezione di sangue non curano nulla; arricchiscono solo il conto corrente dei maghetti finti scienziati. Senza confini geografici, le bufale sono tali anche se dette in cubano».

Foto Drew Hays/ Unsplash

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