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La Filantropia in Italia muove 9,1 miliardi di euro

17 Ottobre Ott 2017 1432 17 ottobre 2017
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Erogazioni e sostegno alle attività socialmente utili, trend e protagonisti della filantropia strategica saranno i temi al centro del quinto Lang Philanthropy Day in programma a Milano il 24 ottobre. Analizzando lo scenario dell'ultimo decennio, a fronte di un quasi raddoppio delle fondazioni italiane, il numero complessivo dei donatori individuali è invece sceso dal 31% al 19%

Sono 9,1 i miliardi di euro mossi nel nostro Paese dalla filantropia, intesa come sostegno ad attività socialmente utili attraverso l’erogazione di risorse monetarie. Una cifra che ci posiziona al terzo posto in Europa (anche se a una certa distanza), dopo Regno Unito con 25,3 miliardi e Germania con 23,8 miliardi. Questa la stima di Ernop - European Research Network on Philanthropy
Le ricerche più recenti precisano inoltre che sul totale delle donazioni italiane circa 4,6 miliardi provengono da elargizioni individuali, 1,5 da Fondazioni, il resto da lasciti testamentari, erogazioni da parte di imprese e altre modalità informali.

SI stima inoltre che in Italia entro il 2025 il gap tra risorse pubbliche e domanda di servizi sociali arriverà a 70 miliardi (Oxford Economics). A fronte di questo divario crescente, la filantropia sta evolvendo verso modelli più efficienti ed efficaci di allocazione delle risorse, adottando professionalità specifiche, definendo strategie di intervento capaci di produrre un impatto sociale misurabile e avviando partnership che coinvolgano il settore corporate e il mondo della finanza. Ed è qui che le Fondazioni erogative rivestono sempre più il ruolo di “operatori qualificati” in grado di sviluppare competenze specifiche utili sia per promuovere nuove reti di intervento sia per rafforzare le organizzazioni beneficiarie al fine di ottenere i risultati sociali desiderati.

Questo nuovo modello di filantropia stategica sarà al centro del V Lang Philanthropy Day promosso da Fondazione Lang Italia, martedì 24 ottobre a Milano, a Palazzo Clerici. (informazioni su agenda online)

Guardando allo scenario delle fondazioni italiane (circa 6.200), principalmente di origine bancaria e privata si può osservare come in poco meno di un decennio il loro numero sia quasi raddoppiato, fenomeno che può essere in parte spiegato dal desiderio dei filantropi italiani di strutturare il proprio disegno filantropico in modo più strategico e continuativo.
Nel 2016 le sole Fondazioni bancarie (88) hanno erogato oltre 1 miliardo di euro (+10% rispetto ai 936,7 milioni del 2015). La media di importo destinato a ogni progetto sale a 50.806 euro, mentre diminuisce di poco il numero medio di interventi per singola Fondazione, a riprova di una maggiore focalizzazione: se ne contano 231 contro i 251 nel 2015.
Si stima che le Fondazioni di impresa (131) nel 2015 abbiano erogato circa 200 milioni di euro.

Negli ultimi 12 anni il numero complessivo di donatori individuali è sceso dal 31% al 19%, tuttavia l’ammontare di risorse per il settore del non profit si mantiene stabile o in ripresa grazie all’aumento della donazione media.
Tra i donatori più generosi, in particolare, ci sono gli HNWI (High Net Worth Individuals), ovvero coloro che in Italia detengono un patrimonio superiore al milione di euro. Nel 2015 il 91% di loro ha effettuato una donazione (+11% rispetto al 2014) e il 27% ha aumentato le proprie elargizioni (+13%) destinandole principalmente a salute (72%), ambiente (60%) e inclusione sociale (40%).

Tra le difficoltà incontrate dagli Hnwi nell’individuare i beneficiari delle proprie donazioni prevalgono: scelta del bisogno sociale (48%), orientamento tra le diverse organizzazioni (36%) e tra le modalità di giving (32%). A indirizzare le loro scelte intervengono: il consiglio dei familiari (52%), le conferenze di settore (40%), i consulenti professionali (36%).

In apertura photo by Diz Play on Unsplash

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