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Il finanziamento della società civile è essenziale per la democrazia

26 Ottobre Ott 2017 1500 26 ottobre 2017
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Le istituzioni della UE dovrebbero promuovere un’immagine positiva delle organizzazioni della società civile, preservare la loro indipendenza e assicurare che siano appropriatamente finanziate, afferma il Comitato Economico e Sociale Europeo

In un ambiente politico che sta diventando sempre più ostile all’azione civica in mezzo all’ascesa di movimenti populisti, l’Unione Europea deve confermare l’importanza del ruolo giocato da organizzazioni della società civile (Cso) e aumentare il suo supporto finanziario per il loro lavoro. Così ha affermato il Comitato Economico e Sociale Europeo (Cese) nella sua riunione plenaria del 19 ottobre.

Presentando il parere d’iniziativa sul finanziamento delle organizzazioni della società civile da parte della UE, il suo rapporteur Jean-Marc Roirant ha affermato che il Cese ha stabilito più di 25 raccomandazioni per un migliore dialogo civico, per rafforzare le relazioni tra Cso e le istituzioni dell'UE e per migliorare il loro accesso al finanziamento.

Il Cese ha consultato molti rilevanti stakeholder mentre preparava l’opinione, aggiungendo che questa call for action è stata tempestiva, dal momento che le istituzioni europee si stavano preparando a lanciare discussioni sul quadro finanziario pluriennale (MFF) post-2020, che avrebbe un impatto diretto sul finanziamento delle Cso nel futuro.

Allo stesso tempo, le Cso stanno passando dei periodi difficili in molti Paesi dove hanno subito accuse serie e critiche per il loro lavoro di promozione e salvaguardia di diritti fondamentali.

«Le acque sono agitate al momento e ci sono molti motivi di preoccupazione. La riduzione dello spazio civico sta prendendo piede come un incendio incontrollato all’interno degli Stati Membri, e questo è il fattore più pericoloso per il funzionamento delle Cso e della democrazia europea», dice Mr Roirant.

«Le istituzioni europee devono dire ad alta voce che le Cso sono vitali», ha affermato Roirant, «dal momento che giocano un ruolo cruciale nel promuovere cittadinanza attiva e democrazia partecipativa in Europa».

Inoltre l’accesso al finanziamento da parte delle Cso sta diventando più limitato e soggetto a un numero di condizioni in aumento.

Il Cese ha sostenuto che questo deve essere tenuto in conto durante la revisione del nuovo quadro finanziario pluriennale (MFF) e ha fatto appello alle autorità responsabili del budget affinché aumentino i finanziamenti per le Cso, incluso nella forma di sovvenzioni e di finanziamenti pluriennali.

Il Cese ha anche affermato che c’era «un bisogno pressante di guardare alla distribuzione e all’efficacia dei finanziamenti europei in questa sfera».

Secondo dati disponibili dal 2015, la maggior parte dei fondi distribuiti per il lavoro delle Cso erano focalizzati nell’area dell'assistenza umanitaria e della cooperazione internazionale, mentre stanziamenti per Cso che lavoravano in altre aree sono rimasti in qualche modo bassi. «Sarebbe ora di valutare questo ammontare», dice il Cese.

C’è anche una raccomandazione relativa ad assegnare un budget per lo European Citizens programme nella somma di 500 milioni di euro sotto il prossimo quadro finanziario pluriennale così come una call per un fondo europeo per la democrazia, i diritti umani e i valori all’interno dell’Unione Europea che avrebbe un «budget ambizioso e sarebbe direttamente aperto a Cso».

Un’altra raccomandazione presentata nell’opinione era che le istituzioni europee «facessero passi per stabilire un dialogo genuino con la società civile», nel quale le Cso giocano una parte piena. Un quadro politico e legale dovrebbe essere messo in atto a livello europeo e nazionale e l’Unione Europea dovrebbe seguire l’esempio di alcuni Stati membri che hanno adottato «documenti di intesa che prevedano "impegni reciproci” o "patti".


IL Cese ha richiesto la creazione di un Ombudsman a livello europeo sulle libertà dello spazio civico a cui le Ong possono riferire incidenti relativi a limitazioni del loro lavoro. Il Cese ha fatto appello alla Commissione Europea di reagire con misure rilevanti, incluse procedure di violazione contro gli Stati Membri, quando disposizioni nazionali amministrative o legali limitano l’accesso di organizzazioni nazionali della società civile a fondi EU.

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