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Emergenze

A Milano la mostra che racconta la quotidianità di chi scappa da Boko Haram

10 Novembre Nov 2017 1115 10 novembre 2017
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Continua al MiFac di Milano “Popoli del Lago Ciad. Una crisi umanitaria vista dall’interno”, che vede esposte le opere del fotografo ciadiano Abdoulaye Barry. Un’iniziativa organizzata da Vita in collaborazione con Coopi e il sostegno di Aics, per raccontare la crisi della regione del Lago Ciad, dove milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle violenze di Boko Haram e a ricostruire la propria quotidianità

Come si può garantire il diritto all’istruzione durante una delle più gravi crisi umanitarie della nostra epoca? È questa una delle domande che si è posto Abdoulaye Barry, fotografo ciadiano, che ha percorso Ciad, Niger e Camerun, tre dei Paesi maggiormente colpiti dalla crisi del Lago Ciad, dove milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle violenze di Boko Haram.
È qui che Coopi è impegnata nel sostegno di centinaia di migliaia di sfollati, rifugiati e comunità locali, attraverso progetti di assistenza umanitaria multisettoriali, dall’educazione alla salute fino alla sicurezza alimentare, finanziati dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics).

Barry ha seguito il lavoro dell’organizzazione, catturando con il suo obiettivo i volti di chi vive l’emergenza ogni giorno, dalle donne, rimaste sole e ritrovatesi improvvisamente a dover ricoprire il ruolo di capo-famiglia, ai bambini, che devono costruirsi un futuro attraverso un presente difficilissimo. Sono proprio loro i soggetti prediletti dall’occhio di Barry.

«A Makary, una città nel dipartimento Chari Logone, nell’Estremo Nord del Camerun, l’istruzione di centinaia di ragazzi e ragazze di età compresa tra i 5 ei 18 è a rischio, a causa della chiusura di molte scuole, in seguito alle violenze di Boko Haram», ha raccontato Barry, «Mentre molti genitori non hanno i mezzi per assicurare la scolarizzazione dei propri figli, i servizi educativi non riescono ad incontrare le nuove necessità generate dall'emergenza. Gli insegnanti non hanno le competenze necessarie per gestire adeguatamente lo stress post-traumatico di molti studenti. Coopi è intervenuta per offrire una nuova risposta all’emergenza, attivando un progetto che prevede la ristrutturazione delle scuole (con l’installazione di latrine e pozzi), la costruzione di aule d’emergenza, la fornitura di nuove attrezzature scolastiche e il sostegno alla formazione degli insegnanti, per migliorare l’approccio didattico. Queste fotografie raccontano gli sforzi messi in atti dall’organizzazione per offrire un'istruzione di qualità ai bambini dei profughi di Makari».

Quello di Abdoulaye Barry è un viaggio fotografico attraverso le popolazioni che affrontano la crisi ogni giorno e continuano a vivere e a lavorare per un futuro migliore.

La mostra, organizzata da Vita in collaborazione con Coopi e il sostegno di Aics, allo Spazio MiFAC, in via Santa Marta 18 a Milano è aperta da Martedì a Sabato dalle 15 alle 19.

Sabato 18 Novembre e Domenica 19 Novembre dalle 10 alle 19.

Foto: Abdoulaye Barry

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