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Zimbabwe: golpe e caos

15 Novembre Nov 2017 1211 15 novembre 2017
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Ecco la notizia dell’ennesimo colpo di stato in Africa. Questa volta è il turno dello Zimbabwe, dove i militari hanno preso il potere nelle ultime ore

Ci risiamo, forse. Ecco la notizia dell’ennesimo colpo di stato in Africa. Questa volta è il turno dello Zimbabwe, dove (sembra) i militari hanno preso il potere nelle ultime ore.

Le notizie sono contrastanti, l’esercito infatti dalla TV di stato nega di aver rovesciato il presidente Rober Mugabe, annunciando di averlo soltanto messo al sicuro, insieme ai propri familiari, e di aver preso di mira soltanto alcuni pericolosi criminali che gravitavano nell’orbita presidenziale.

Tuttavia altre fonti danno una versione diversa e parlano dell’arresto del vecchio presidente Mugabe (93 anni), della moglie Grace, più giovane di quarant’anni e leader del partito Zanu-Pf , e del ministro delle finanze Ignatius Chombo, anch’egli nel direttivo del partito.

Un testimone riferisce a Reuters che i soldati in assetto anti sommossa e con veicoli blindati, hanno bloccato le strade che portano ai principali uffici del governo, al Parlamento, alla Zbc (la televisione di stato) e ai tribunali nel centro della capitale Harare.

L’esercito avrebbe, quindi, preso il controllo dei centri di potere del paese e pare che vi siano state almeno tre esplosioni nel centro della città.

La cosa certa, nonostante che il maggiore generale SB Moyo, portavoce dell’esercito, continui a tergiversare sull’argomento ed a negare l’evidenza dei fatti, è che Mugabe e consorte, destinata a succedergli come accade da sempre in tutte le dinastie al potere nel continente nero, sono spariti.

Un invito alla calma giunge dalla formazione d'opposizione Movimento per il cambiamento democratico che auspica il ritorno pacifico alla democrazia costituzionale e per questo spera che l'intervento dell'esercito possa portare a "stabilire uno Stato nazionale stabile, democratico e progressista".

Mugabe è da 37 lunghi anni il padre padrone dello Zimbabwe, il paese dell’Africa orientale senza sbocchi sul mare dove oltre l’80% dei 16 milioni di persone che lo popolano vive in condizioni di povertà, Negli ultimi tempi Mugabe aveva avviato una serie di epurazioni mirate, culminate la scorsa settimana con rimozione di Emerson Mnangagwa, vice presidente del paese e da molti indicato come il successore alla poltrona presidenziale. La rimozione di Mnangagwa da parte di Mugabe era finalizzata a lasciare spazio alla moglie Grace nella corsa presidenziale e questa sembra essere stata la scintilla che ha provocato l’intervento dei militari che, tra l’altro riconoscono nel vice presidente destituito, veterano delle guerre di liberazione degli anni settanta, il proprio leader politico.

Stati Uniti e Regno Unito hanno avvertito i loro cittadini a Harare di rimanere a casa a causa della "incertezza politica" mentre dalla Farnesina fanno sapere che “a seguito degli eventi delle ultime ore, si registra nel Paese un contesto politico in evoluzione. Si raccomanda massima cautela, di evitare qualsiasi assembramento e di limitare gli spostamenti, in particolare nella capitale, seguendo l’evoluzione attraverso i media. Per eventuali emergenze l’Ambasciata d’Italia in Harare è raggiungibile ai numeri +263 4498190 / 4497373 / 4497200 / 4498327 Cellulare + 263 772 249 460”.

Cara Africa, quando cambierà il copione?