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Acli

La dimensione etica del lavoro nell'era digitale

22 Novembre Nov 2017 1046 22 novembre 2017
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In corso a Bruxelles la due giorni del seminario europeo promosso dalle associazioni cristiane dei lavoratori italiani che mette al centro l'Industria 4.0 e i cambiamenti per il lavoratori

Una due giorni per riflettere sul lavoro e sui cambiamenti della quarta rivoluzione industriale è quella in corso a Bruxelles – sede delle principali istituzioni della Ue – sotto il titolo “La dimensione etica del lavoro nell’era del lavoro digitale. Industry 4.0”. A promuovere questo seminario le Acli in collaborazione con Eza (Das Europäische Zentrum für Arbeitnehmerfragen).

Oggi e giovedì 23 novembre nella sede del Cese (Comitato economico e sociale europeo), presenti i rappresentanti delle istituzioni europee, accademici e organizzazioni di lavoratori sono in programma quattro sessioni che puntano ad approfondire le trasformazioni e le innovazioni che il digitale inevitabilmente apporterà nel mondo del lavoro, ma anche le conseguenze che tali trasformazioni determineranno nella vita dei cittadini come dei lavoratori.

«L’Europa è il principale spazio di dialogo, di solidarietà e di pace che esiste nel mondo», ha affermato Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli. «È su questo modello che dobbiamo costruire la nostra idea di futuro per le generazioni che verranno, perché l’Europa è la prima vera comunità mondiale che ha fatto delle proprie differenze una straordinaria ricchezza civile e culturale. La pace è la più grande conquista che l’Europa ha raggiunto. Per farlo, non ha dovuto sacrificare la propria spinta ideale. Pace e lavoro sono strettamente collegati la quarta rivoluzione industriale sta cambiando l’identità dei lavoratori ed è sempre più necessario affiancare allo spazio economico il pilastro sociale»

Industria 4.0 mette al centro non solo la crescita tecnologica ma soprattutto una crescita culturale della dimensione del lavoro. «Senza un’opera di ripensamento anche della logica che sta dietro all’istituzione industriale vecchio sarà difficile anche solo immaginare una nuova centralità della persona e una tecnologia realmente funzionale alla sua realizzazione professionale e umana. In questo passaggio un ruolo importante è affidato alle istituzioni politiche che devono prevedere e accompagnare un simile processo affinché non si sviluppi in maniera meccanicistica, a scapito dei lavoratori», ha dichiarato Matteo Bracciali, responsabile dipartimento internazionale, servizio civile Acli. «Così come altrettanto importante sarà la presenza e il ruolo di pungolo e critica della società civile e delle organizzazioni dei lavoratori».

Le Acli (Associazioni Cristiane di Lavoratori Italiani), nate nel 1945 e presenti in 22 Paesi, organizzano ogni anno un seminario a livello europeo su temi specifici che toccano sia il mondo del lavoro sia quello sociale. L’incontro in corso è sostenuto dall’Eza e dalla Commissione Europea nel quadro delle azioni di promozione del dialogo sociale, e rappresenta per l’associazione l’occasione in cui proporre alla riflessione comune questioni di grande rilevanza sociale, chiamando a confronto le organizzazioni europee che hanno come propria mission la promozione e il dialogo sociale, la cultura del lavoro e della cittadinanza.

In apertura photo by Olu Eletu on Unsplash

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