Crimea © Eliseo Bertolasi
Nel mondo

Il ponte di Kerch: la Crimea sarà russa, anche fisicamente

1 Dicembre Dic 2017 1548 01 dicembre 2017
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In seguito al referendum che nel marzo del 2014 ha decretato il ritorno della Crimea nella Federazione Russa, Mosca ha deciso la progettazione e la costruzione di questa opera grandiosa lunga 19 chilometri

I lavori di costruzione del colossale ponte sullo stretto di Kerch in Crimea continuano speditamente e nei tempi previsti.

In seguito al referendum che nel marzo del 2014 ha decretato il ritorno della Crimea nella Federazione Russa, la storica madre patria, Mosca ha deciso la progettazione e la costruzione di questa opera grandiosa. L’occidente non ne parla, ovviamente, ma ciò non significa che l’impresa non sia in corso e che, una volta ultimata, rappresenterà un’opera straordinaria d’ingegneria.

Il ponte che collegherà la Crimea al territorio di Krasnodar, con una lunghezza di 19 chilometri sarà il più lungo di tutta la Russia, rappresenterà una delle strutture più complesse della scienza ingegneristica. Saranno costruite due strutture parallele una per il traffico stradale e l’altra per quello ferroviario, unite da uno stesso schema progettuale e tecnico.

L’avvio del transito dei veicoli sul ponte è previsto per il dicembre 2018. Ad un’incontro, all’inizio di novembre, deve hanno partecipato giornalisti stranieri provenienti da Grecia, Italia, Slovacchia, Uganda, il capo della Repubblica di Crimea Sergey Aksenov ha dichiarato che «il ponte oggi viene costruito sotto controllo personale del nostro presidente, quindi non c’è nessuna minaccia, verrà costruito in tempo, non ci sono ostacoli tecnici alla realizzazione del progetto».


L’utilizzo del ponte aiuterà a rimuovere i problemi associati alla consegna di merci e di materiali verso la penisola. «Le procedure portuali richiedono, in particolare, alcuni sovraccarichi, che aumentano il costo delle merci consegnate nel territorio della Repubblica. Abbiamo prezzi per materiali da costruzione più alti che sulla terraferma di circa il 20% e 50%, il ponte, quindi, certamente, toglierà, queste restrizioni», ha sottolineato Aksenov.

L’Ucraina da parte sua minaccia di fermare la costruzione dell’opera. Tuttavia tali avvertimenti non destano particolari preoccupazioni alle autorità della Crimea. Secondo il vice primo ministro del Consiglio dei ministri della Repubblica di Crimea Dmitry Polonsky, le fantasie di Kiev non possono concretizzarsi.

In una conferenza internazionale sulla sicurezza marittima, a Kiev, il ministro ucraino delle infrastrutture Vladimir Omelyan ha esposto i reclami del suo Paese per il suo status di potenza navale, che verrebbe arginato dalla costruzione del ponte della Crimea. Secondo il funzionario, già ora si osserva una diminuzione del traffico navale e del volume delle merci nei porti marittimi ucraini di Mariupol e Berdyansk. A causa della limitazione dovuta alle dimensioni degli archi del ponte, l’Ucraina avrebbe inoltre perso l’opportunità di fornire agli USA un milione di tonnellate di metallo all’anno. Inoltre, sempre secondo l’opinione di Omelyan, ne risentirà anche il commercio di cereali. Pertanto, le perdite sugli introiti del porto di Mariupol vengono stimate in circa 130 mila dollari l’anno, quelle del porto di Berdyansk in circa 206 mila dollari.

Il ministro ucraino ha esortato a fermare urgentemente la costruzione “illegale” del ponte sia mediante la pressione dei partner internazionali dell’Ucraina su Mosca, sia con ulteriori sanzioni contro la Russia.

«A mio parere, cercare di fermare la costruzione del ponte della Crimea - sarebbe come cercar di fermare l’arrivo dell’inverno, la caduta della neve e la risacca del mare», ha riferito Polonsky. Ha poi aggiunto: «È improbabile che tutti questi piani possano venir attuati dalla leadership ucraina, che oggi non riesce nemmeno a influenzare i processi reali nel proprio paese, fermare il declino economico e l’impoverimento della popolazione. Temo che in questo caso sovrastimino eccessivamente le loro capacità. Il ponte sarà costruito nei tempi previsti, fermare la più grandiosa costruzione della Russia è impossibile».

Secondo Polonsky, i progettisti del ponte di Crimea hanno soddisfatto tutti gli standard e i requisiti internazionali per simili strutture, inclusa la navigazione lungo il canale di Kerch-Enikal. Inoltre, la Russia sta realizzando il progetto nelle sue acque territoriali, e tutti i tentativi di ostacolarlo saranno destinati a fallire.

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