LFO Centro Nazionale6
Lega del Filo d'Oro

Nuovo Centro Nazionale, inaugurato il primo lotto

4 Dicembre Dic 2017 1159 04 dicembre 2017
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«Qui si raccoglie l’esperienza maturata in 50 anni. Questo risultato è frutto di un grande lavoro di squadra», ha sottolineato il presidente della Lega del Filo d’Oro, Francesco Marchesi. Il Nuovo Centro Nazionale sarà una struttura all'avanguardia per la riabilitazione di chi non vede e non sente. Il taglio del nastro con Laura Boldrini, Presidente della Camera

«Il futuro non è già scritto, ma è cominciato». Così venerdì 1 dicembre la Lega del Filo d’Oro ha inaugurato il primo lotto del suo nuovo Centro Nazionale, una struttura che complessivamente avrà nove edifici, 24mila mq di verde, 4 palestre e due piscine, 14 ambulatori medici, 80 posti a tempo pieno e 20 per la degenza diurna. Il nuovo Centro Nazionale è il progetto più ambizioso che la Lega del Filo d’Oro ha affrontato nei suoi oltre 50 anni di vita. L’obiettivo è quello di realizzare una struttura interamente progettata per accogliere persone con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriali, garantendo non solo l’accessibilità e la sicurezza ma anche tutti gli stimoli per una fruizione in autonomia. Quella di Osimo così sarà una struttura all’avanguardia in Europa, un polo di eccellenza per la riabilitazione di chi non vede e non sente, dove imparare a mettere a frutto tutte le loro potenzialità.

«Qui si raccoglie l’esperienza maturata in 50 anni e nella costruzione di quattro sedi. Questo risultato è un grande lavoro di squadra», ha sottolineato il presidente della Lega del Filo d’Oro, Francesco Marchesi. «Avevamo bisogno di spazi maggiori per permettere ai nostri bimbi di iniziare fin da subito il loro percorso di autonomia, per cogliere le loro potenzialità e trasformarle in abilità», ha detto Patrizia Ceccarani, Direttore Tecnico Scientifico dell’Associazione. Rossano Bartoli, il Segretario Generale, ha voluto ricordare e ringraziare le persone senza di cui il traguardo di oggi non sarebbe mai stato raggiunto, a cominciare da Sabina Santilli (era presente la sorella Loda), la fondatrice della Lega del Filo d’Oro; don Dino Marabini che ne fu il primo braccio operativo e Aldo Valcavi, che molti anni fa donò alla “Lega” il terreno su cui sta sorgendo il nuovo Centro Nazionale. Sta sorgendo perché se i lavori del primo lotto sono terminati, il progetto è ancora ampio e presto dovranno iniziare i lavori del secondo lotto, che comprenderà le residenze per gli ospiti, la foresteria, la palestra e le piscine, i locali di servizio (mensa, cucina e lavanderia), un piccolo museo e un centro didattico.

A tagliare il nastro del primo lotto insieme al piccolo Benni, c’era la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, accolta con le note dell'Inno d'Italia suonato dal M° Marco Santini. Laura Boldrini ha ricordato come le persone con disabilità incontrino ancora troppo spesso molti ostacoli, quelli visibili come le barriere architettoniche ma anche quelli «che non si vedono, come l’indifferenza, la discriminazione e l’odio. Non uso a caso questa parola, perché sappiamo come spesso proprio le persone con disabilità siano prese di mira, in modo diretto con lo scherno, o indiretto, quando per insultare una persona si fa riferimento a una malattia, lo fanno anche i politici e lo trovo assolutamente disdicevole». Le persone con disabilità, ha ribadito con forza la Presidente della Camera, «possono e devono dare un contributo alla società, è un loro diritto e un loro dovere».

Laura Boldrini ha poi parlato della Lega del Filo d’Oro come di una realtà «che non si limita a dare assistenza o a riabilitare queste persone, ma le rende protagoniste della propria vita, per raggiungere - ognuna a modo suo - il benessere e l’indipendenza. Questa sfida merita il rispetto di tutte le istituzioni, ed è il motivo per cui sono qui oggi», perché «garantire benessere e indipendenza alle persone con disabilità è una questione nazionale». La presidente ha spiegato anche di non aver potuto calendarizzare per dicembre alla Camera l’esame della legge per il riconoscimento della lingua dei segni, già approvata in Senato, «ma mi auguro che a gennaio si possa arrivare in tempo utile per approvarla definitivamente».

Rosa Francioli, in rappresentanza delle famiglie della Lega del Filo d’Oro, ha fatto presente alla Presidente Boldrini che per i ragazzi come suo figlio Andrea, «incontrare o non incontrare la Lega del Filo d’Oro fa la differenza». Per questo per le famiglie risultano inaccettabili «le difficoltà a ottenere da tante Regioni le impegnative per i ricoveri»,che di fatto significa un mancato riconoscimento «della specificità del sostegno offerto dalla “Lega”», come se «queste rette fossero ritenute un investimento inutile per ragazzi ritenuti irrecuperabili. Ma qui non c’è nulla di irrecuperabile. Per questo chiedo aiuto alle istituzioni, perché come lei ha ricordato i nostri figli hanno dei diritti costituzionali, aiutateci a farli valere». Rosa Francioli ha ricordato anche come sia necessario guardare alla istituzionalizzazione in maniera «non ideologica», perché qui alla Lega del Filo d’Oro «ci sono persone».

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