Cooperazione
Bilancio 2018

Cooperazione allo Sviluppo: un emendamento nella giusta direzione

22 Dicembre Dic 2017 1000 22 dicembre 2017
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La Commissione bilancio della Camera ha approvato l’emendamento al comma 170 della Legge di bilancio che introduce, tra l’altro, due novità importanti per la cooperazione internazionale allo sviluppo. Esse permettono da un lato il funzionamento dell’Agenzia per la cooperazione e dall’altro una maggiore agibilità alle Ong e Osc impegnate nella realizzazione delle attività. L'analisi del presidente emerito di Intersos e policy advisor di Link 2007

La Commissione bilancio della Camera ha approvato l’emendamento al comma 170 della Legge di bilancio 2018 che introduce, tra l’altro, due novità importanti per la cooperazione internazionale allo sviluppo. L’emendamento approvato porta la firma delle on. Quartapelle e Stella. Ma in cosa consistono queste novità?

La prima.L’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo è autorizzata ad assumere fino a 10 unità di livello dirigenziale non generale con reclutamento mediante concorso pubblico per titoli ed esami, comprendente una prova scritta di carattere tecnico”. Perché è così importante? L’Agenzia, che il Parlamento ha voluto con la nuova legge sulla cooperazione internazionale (n. 125/2014), sta funzionando senza nessun dirigente tecnico: è evidente l’assurdità e l’incoerenza di una simile soluzione che non permette di esprimere la cooperazione come parte “qualificante della politica estera italiana” (art. 1 legge).

Date le restrizioni imposte dalla legge sul pubblico impiego che privilegia i passaggi interni alla pubblica amministrazione, l’Agenzia non avrebbe mai potuto dotarsi degli indispensabili dirigenti dell’area tecnica con le conoscenze e la pluriennale esperienza internazionale che tale responsabilità richiede. Si tratta di capacità e specializzazioni che non si trovano normalmente all’interno della nostra pubblica amministrazione ma devono essere cercate in organizzazioni internazionali e nazionali specializzate, nelle Ong e tra gli esperti impegnati nella stessa cooperazione italiana. Le procedure concorsuali non saranno brevi e i dirigenti dell’area tecnica potranno essere attivi solo nel 2019. Non si poteva quindi aspettare oltre. Erano messi a rischio la qualità degli interventi, l’efficace utilizzo delle risorse, le strategie di intervento. Il Parlamento l’ha capito è ha agito di conseguenza.

La seconda. Sono state modificate le modalità di erogazione dei finanziamenti da parte dell’Agenzia alle organizzazioni della società civile e gli altri soggetti senza finalità di lucro, fissando la prestazione della garanzia al 30% dell’importo, quale condizione per ottenere le anticipazioni dei finanziamenti erogati a tali organizzazioni e soggetti iscritti nell’elenco previsto dall’art. 26 della legge 125/2014. La misura, che mantiene in capo allo Stato una garanzia per gli importi anticipati, tiene conto del regime applicato alle Ong dalla Commissione Europea ed è volta a non penalizzare le organizzazioni della società civile italiane rispetto a quelle di altri Paesi UE. Fino ad ora, infatti, la prestazione della garanzia era fissata al 100% dell’importo anticipato, mentre la stessa UE non la prevede per gli anticipi erogati ai soggetti non profit per le attività di cooperazione allo sviluppo, se non per casi particolari.

Quindi, per le Osc e i soggetti non profit che riceveranno l’anticipazione nel 2018, le regole che l’Agenzia sarà tenuta ad applicare sono quelle fissate dall’emendamento approvato. L’obbligo di fideiussione scatta infatti con l’anticipazione, non con la partecipazione al bando. Anche per i progetti in corso, le Osc dovrebbero negoziare con l’Agenzia le modalità per l’applicazione della nuova normativa.

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