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Famiglia

La politica faccia un patto: la natalità sia la priorità

18 Gennaio Gen 2018 1217 18 gennaio 2018
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Appello del Forum delle Famiglie, che presenta il Patto per la Natalità. Non proposte che i candidati sottoscrivono in vista delle prossime elezioni, ma un unico impegno comune: mettere il tema della natalità al centro dei programmi, perché è questa la questione decisiva per il dare un futuro al Paese

Il numero di nati più basso della storia. Un saldo fra nascite e decessi negativo per oltre 200mila unità. Un paese sempre più anziano: con 74 over65 ogni 100 italiani attivi nel 2050 (oggi siamo a 38). I giovani come categoria in cui negli anni della crisi la povertà è aumentata, mentre fra gli anziani al contrario è diminuita. Il 7% delle donne italiane rassegnato a non avere figli, non perché non li desideri ma perché avere un figlio significherebbe perdere il lavoro. Il fatto che aver tre figli aumenta del 50% le probabilità di essere poveri. Messi in fila questi dati – gli stessi che sono stati detti più e più volte in tanti rapporti, ma che qui troviamo detti in modo diretto e soprattutto non “annegati” fra decine di altri dati che parlano solo agli addetti ai lavori - indicano da soli la strada che è necessario prendere: mettere al centro dell’attenzione politica il tema natalità. Farne una priorità e farlo subito.

È questo che chiede in sostanza il Patto per la natalità presentato oggi in Senato da Gianluigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari, Giancarlo Blangiardo, docente di demografia all’università di Milano Bicocca e Alessandro Rosina, docente di demografia all’università Cattolica di Milano. «Il calo della popolazione sta diventando sempre più evidente ed insostenibile», benché sia «molto marginale la quota di persone che dichiara di non volere figli. È attestata invece un’ampia parte di popolazione che desidererebbe due o più figli, e che però non ha i mezzi per andare oltre il primo. Il contesto attuale, infatti, sembra non scommettere più sulle famiglie ed i giovani. La triste sensazione è che l’Italia abbia smesso di credere nel proprio futuro».

Quali sono gli effetti della denatalità? Forse «facciamo fatica ad essere pienamente consapevoli», ma «sono già dirompenti». Qualche esempio? «Come mantenere il PIL con una popolazione in costante diminuzione? Come affrontare la crescente spesa sanitaria e pensionistica? Come sostenere i costi, anche sociali, di una popolazione sempre più anziana?». Per anni la politica ha considerato la natalità un tabù, riflette il documento, però «è arrivato il momento di non guardare più alla prospettiva di parte o agli interessi elettorali. In ballo c’è il destino di una nazione. Su questo punto è indispensabile accantonare tutte le controversie ideologiche. I bambini devono essere considerati un Bene Comune perché rappresentano il futuro di tutti noi».

«Il Patto non è il classico manifesto in vista delle elezioni, che chiediamo ai candidati dei vari schieramenti di firmare, in modo da vincolarli a impegni specifici», spiega De Palo. «La novità è che questo dice alla politica “d’accordo, avete visioni diverse e avrete proposte diverse, ma è necessario e urgente che il tema della natalità diventi una priorità, che sia messo al centro di tutti i programmi. Serve oggi come diciamo nel Patto una “unità di intenti, remare tutti nella stessa direzione per invertire la rotta”. Il Patto vuole portare con forza il tema all’interno del dibattito pubblico, la politica è il primo pezzo ma poi faremo una presentazione del Patto a tanti altri soggetti, perché questo tema – è questo il punto da comprendere - riguarda non la politica ma tutti, non i giovani che vogliono fare figli e non riescono ma anche gli anziani, a cui a breve non potrà più essere garantita la sanità che conosciamo oggi».

Il documento presentato oggi non propone infatti proposte specifiche ma parla della necessità indispensabile di «interventi decisi per invertire una tendenza che ci sta portando verso un domani senza prospettive» e scrive però nero su bianco che «per troppo tempo la politica si è limitata a fingere di intervenire, commentando di volta in volta gli allarmanti dati Istat senza, tuttavia trasformare quelle analisi in azioni concrete, se non con misure rare ed estemporanee». Al contrario gli interventi devono essere «universali, coerenti e garantiti nella loro esistenza e durata, e non semplici aiuti occasionali. È necessaria una politica di lungo periodo che veda in questo punto un investimento irrinunciabile: serie e strutturali politiche economiche e fiscali a favore delle famiglie, sostegni concreti alla natalità, uniti alla promozione di una più ampia cultura dell’accoglienza dei bambini, così come un ampio programma di consolidamento del lavoro femminile, con soluzioni di conciliazione del tempo del lavoro con quello della famiglia, anche attraverso servizi adeguati e a basso costo. Si tratta di scelte non più rinviabili».

De Palo precisa che «proposte ne abbiamo e le portiamo avanti. Abbiamo incontrato già tutti i leader politici e continueremo ad incontrarli, stiamo facendo una proposta nuova, simile al fattore famiglia ma nuova, perché avere una fiscalità equa è un punto chiave. L’iniziativa di oggi però punta proprio a trasformare la natalità da un tema che interessa a pochi in qualcosa che interessa a tutto il Paese».

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