Foggia

Grazie a Csv il carcere di San Severo apre le porte al calcio

22 Gennaio Gen 2018 1150 22 gennaio 2018

L’iniziativa in programma il 24 gennaio prevede, dopo la partita che vedrà sugli spalti le famiglie, anche uno scambio di doni e un pranzo condiviso. «Non perdere i rapporti familiari fa bene a chi si trova dietro le sbarre, ai figli e alla società», sottolinea Patrizia Andrianello, direttrice della struttura

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L’iniziativa in programma il 24 gennaio prevede, dopo la partita che vedrà sugli spalti le famiglie, anche uno scambio di doni e un pranzo condiviso. «Non perdere i rapporti familiari fa bene a chi si trova dietro le sbarre, ai figli e alla società», sottolinea Patrizia Andrianello, direttrice della struttura

Il carcere di San Severo (Fg) si apre, ancora una volta, all’esterno con l’iniziativa “partita con papà”: 10 detenuti scenderanno in campo per una partita di calcio a cui assisteranno anche i loro figli, che avranno la possibilità di vedere i genitori in un contesto diverso e trascorrere una giornata "speciale", anche se dietro le sbarre.

L’iniziativa, in programma mercoledì 24 gennaio alle 10.30, fortemente voluta dal direttore del carcere, Patrizia Andrianello, e dal commissario Giovanni Serrano, sottolinea come il recupero sociale dei detenuti passi attraverso un loro impegno attivo e la cura dei contatti umani e affettivi.

L’organizzazione dell’evento ha visto la collaborazione del CSV di Foggia, dell’Acsi – Associazione comunità straniere in Italia e del Cpia1 – l’Istituto provinciale di istruzione per gli adulti - che doneranno alcuni giochi alle famiglie coinvolte.

Alla fine della partita è previsto anche un pranzo che consentirà ai detenuti di trascorre un momento di condivisione con le proprie famiglie.

«Con questa iniziativa», sottolinea Luigi Talienti, volontariato che ha collaborato all’organizzazione dell’incontro, «si completa il quadro delle iniziative di solidarietà, realizzate già a Foggia e Lucera, sempre con l’obiettivo di curare l’aspetto della genitorialità».

«Non perdere i propri rapporti familiari è fondamentale per il recluso – sottolineano i referenti dell’istituto penitenziario - e sostenere questi legami è vantaggioso per chi si trova in carcere, per il figlio, ma anche per la società. In questi casi gli episodi di violenza e di insubordinazione diminuiscono rispetto a quelli dei detenuti che hanno cessato ogni rapporto familiare».

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