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Disabilità

2018, Special Olympics compie 50 anni

23 Gennaio Gen 2018 1137 23 gennaio 2018
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Eunice Kennedy Shriver, la fondatrice del Movimento Special Olympics fu la prima ad accorgersi di quanto lo sport potesse mettere le persone con disabilità intellettiva nelle condizioni ideali per dimostrare le loro capacità. I primi Giochi si tennero a Chicago il 20 luglio 1968

Dal 18 al 24 marzo 2018 oltre 500 atleti saranno protagonisti dei XIX Giochi Nazionali Invernali Special Olympics, che si tengono quest’anno a Bardonecchia/Valsusa. Gli atleti in gara si sfideranno in diverse specialità sportive, dallo sci alpino allo sci di fondo, dalla corsa con le racchette da neve allo snowboard, con 400 familiari, 300 volontari, 200 tecnici, 100 accompagnatori e 50 Team accreditati. E tutto è già definito per i XXXIV Giochi Nazionali Estivi Special Olympics, che si terranno a Montecatini e Valdinievole.

Il 2018 è un anno particolare per Special Olympics, che compiono 50 anni. Eunice Kennedy Shriver, la fondatrice del Movimento Special Olympics fu la prima ad accorgersi di quanto lo sport potesse mettere le persone con disabilità intellettiva nelle condizioni ideali per dimostrare le loro capacità. «È molto difficile far competere le persone con disabilità intellettiva in prove di matematica o geografia - ripeteva spesso- ma se a queste stesse persone si da l’opportunità di praticare sport, possono diventare formidabili». Oggi Special Olympics è presente in 170 Paesi, puntando sempre i riflettori su ciò che questi atleti sono in grado di fare e non sulla loro disabilità. I primi Giochi Special Olympics debuttarono il 20 luglio 1968 a Chicago, Illinois (USA). E proprio Chicago quindi ospiterà dal 17 al 21 luglio 2018 la Coppa Unificata di calcio Special Olympics 2018, per celebrare i 50 anni di Special Olympics.

Questo evento evidenzierà la crescente importanza assunta dallo sport e in particolar modo dallo sport unificato, ossia quello giocato insieme da atleti con e senza disabilità intellettive, nel potenziare la mission di inclusione sociale del movimento Special Olympics nel Mondo. L'obiettivo della SO Unified Football Cup, questo il nome della competizione, sarà quello di stimolare e far crescere sempre di più, nei prossimi 50 anni, una generazione realmente inclusiva ed 'unificata' e di sfruttare la potenza dello sport più popolare al mondo, il calcio, per sensibilizzare le nuove generazioni a "scendere in campo" nella partita favore del rispetto. Anche i Giochi Mondiali, già programmati nel marzo 2019 ad Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti), saranno affiancati da torneo internazionale di calcio.


Con SO Unified Football Cup, Special Olympics cercherà di ottenere il riconoscimento e il supporto da tutti i club di calcio, con l’idea di arrivare a costruire una generazione unificata globale, attraverso il calcio, con oltre 1 milione di atleti attivi. L'intenzione è di creare amicizie e gemellaggi tra ogni squadra partecipante e una squadra di calcio professionista o una federazione calcistica, del proprio Paese di provenienza, che duri anche dopo il torneo. SO Unified Football Cup vedrà la partecipazione di 16 squadre unificate maschili ad 11 e di 8 squadre femminili unificate a 7, provenienti da diversi Paesi.

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