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Maurizio Gardini riconfermato dall'Alleanza Cooperative

25 Gennaio Gen 2018 1457 25 gennaio 2018
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«Siamo oltre la metà del percorso, per noi l'unità non è punto di arrivo, ma di ripartenza» ha detto nel suo intervento il neo confermato alla presidenza per il 2018. È coadiuvato dai copresidenti Mauro Lusetti e Brenno Begani

Per questo 2018 Maurizio Gardini è stato riconfermato dai componenti dell’assemblea alla presidenza dell’Alleanza Cooperative Italiane, coadiuvato dai co-presidenti Mauro Lusetti e Brenno Begani (neoeletto presidente Agci).
«Siamo oltre le colonne d’Ercole, oltre il limite della conoscenza, oltre la metà del nostro percorso di costruzione della casa comune. L'Alleanza delle Cooperative Italiane è una realtà unica nel panorama associativo del Paese» dice Maurizio Gardini. «La costruzione della rappresentanza unitaria della cooperazione è un fatto reale che stiamo perseguendo senza scorciatoie e senza tentazioni di fusioni a freddo. Nessuno è più avanti di noi nella storia della semplificazione della rappresentanza del nostro Paese che per noi non si esaurisce nelle richieste lobbistiche della categoria ma che significa capacità di offrire risposte. In vista delle prossime elezioni presenteremo agli schieramenti politici il nostro manifesto per migliorare il Paese e contribuire al suo sviluppo. Cinque i pilastri: lavoro, innovazione, legalità, welfare e sostenibilità».


L'intervento di Maurizio Gardini

«Nel nostro manifesto interpretiamo il Paese che vorremmo, ci proponiamo come agenti attivi per risolvere molti dei problemi che testimoniamo sui territori ogni giorno. Al centro delle nostre preoccupazioni e quindi delle nostre proposte ci sono le persone e gli strumenti per un riscatto sociale ed economico del Paese reale: i lavoratori, i disabili, il mercato e le imprese cooperative nel loro ruolo di avamposti di innovazione» continua Gardini. «Abbiamo, in comune, la totalità delle attività di rappresentanza e i rinnovi di 16 Ccnl. Con Cooperfidi, il confidi unitario garantiamo finanziamenti per circa 300 milioni di euro. Con Cfi e i nostri fondi mutualistici promuoviamo cooperative e workers buyout. In un Paese dove tutti si dividono con Cgil Cisl e Uil siamo arrivati all’unificazione dei tre fondi di previdenza complementare con 120mila lavoratori iscritti e 1,8 miliardi di patrimonio gestito. Nella crisi abbiamo svolto interventi formativi su 14.000 cooperative a circa 650mila lavoratori. Ma per noi la rappresentanza unitaria non è un punto di arrivo, bensì di ripartenza per fare meglio e di più» conclude.

«L’iniziativa “Cambiare l’Italia cooperando” rafforza la nostra autonomia e ci permette di parlare a tutti i partiti per ribadire il ruolo forte della cooperazione nella costruzione di una nuova stagione di sviluppo capace di assicurare a tutti maggiori opportunità», ha spiegato il copresidente dell’Alleanza Mauro Lusetti. Mentre il copresidente Brenno Begani, nella sua relazione introduttiva ha dichiarato: «La cooperazione non deve essere soltanto un'agenda economica ma sperimentare, mantenendo la forma di “economia della promozione umana”. E oggi ancora più di ieri, la cooperazione è chiamata a proporre con forza questo ruolo di rappresentanza, a svolgere una funzione inclusiva e a contrastare la “non cultura” della disgregazione».

In apertura foto di Igor Ovsyannykov/Unsplash

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