Millennials
#under35

La scossa dei millennials

29 Gennaio Gen 2018 1740 29 gennaio 2018
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Nella politica come nella società la giovinezza appare un valore: tutti vogliono essere giovani, tuttavia il dominio economico e politico degli anziani resta sempre forte. Ce la faranno i ragazzi a provocare quello youthquake, “terremoto giovanile”, che scuota le coscienze e in cui tanti sperano?

All’Oxford Dictionary hanno scelto come parola dell’anno “Youthquake”, “terremoto giovanile”. La parola si riferisce «al risveglio politico della vituperata generazione dei millennials». Così ha affermato Caspar Grathwohl, direttore del dizionario inglese. «Parola che offre una forte nota di speranza».

Le parole chiave degli ultimi due anni ci immettono in una realtà dove vale l’aspetto performativo. «Dire è fare», sosteneva il filosofo del linguaggio J. L. Austin. Ovvero, le parole creerebbero la realtà solo per il fatto di essere pronunciate. Nel 2017 i linguisti dell’Oxford Dictionary, quali provetti sismografi del parlato e dell’ascoltato, hanno individuato una crescita del 40% del temine “Youthquake”, usato per indicare «un terremoto che non distrugge ma che scuote le coscienze».

Pare che il termine “Youthquake” abbia ricominciato a circolare in occasione di un raduno dei giovani iscritti al Partito Laburista di Jeremy Corbyn

Quali? Quelle degli adulti sembrerebbe, della generazione del baby boom cui è seguita la generazione no-baby, delle culle vuote, e ora la generazione che terremoterà il futuro prossimo venturo.

Pare che il termine abbia ricominciato a circolare in occasione di un raduno dei giovani iscritti al Partito Laburista di Jeremy Corbyn. In Inghilterra i giovani nutrono grandi attese per questo leader politico. Di terremoti che non distruggono, terremoti dolci, non si hanno però molte notizie. In genere mandano in frantumi vecchi edifici e obsolete strutture del passato.

I millennials ce la faranno a scuotere la terra e a farla sussultare sino a provocare un terremoto? Sperare nelle parole è già qualcosa

Non è molto che sono stati celebrati i 100 anni della rivoluzione russa del ‘17, e c’è stato l’anniversario di Caporetto, dove giovani italiani morirono sotto l’alto comando di generali più anziani di loro.

I millennials ce la faranno a scuotere la terra e a farla sussultare sino a provocare un terremoto? Nella politica come nella società la giovinezza appare un valore: tutti vogliono essere giovani, tuttavia il dominio economico e politico degli anziani resta sempre forte. La vita che si allunga, la natalità che si dirada, la complessità dei problemi, la globalizzazione delle questioni. Per ora restiamo affidati alla «forte nota di speranza» dell’Oxford. Sperare nelle parole è già qualcosa.

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