Clericus Cup
Csi

Torna il Mondiale della Chiesa. E c'è anche il prete arbitro

22 Febbraio Feb 2018 1210 22 febbraio 2018
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Sabato 24 febbraio all’ombra del Cupolone l’open match della Clericus Cup. La 12esima edizione della competizione vedrà il debutto assoluto per un direttore di gara in abito talare: il 43enne bresciano don Jordan Coraglia

Tempo di Quaresima, tempo di Clericus Cup. Tra gol e Via Crucis, penitenze e punizioni, preghiera e rigore si mescolano intensamente nella quotidianità dei seminaristi e dei sacerdoti di tutto il Mondo pronti a scendere in campo nella 12ma edizione della Clericus Cup. Torna infatti nel week end il Mondiale della Chiesa, promosso dal Centro Sportivo Italiano, con il patrocinio dell’Ufficio Nazionale del tempo libero, turismo e sport della Cei, del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e del Pontificio Consiglio della Cultura del Vaticano.

Venerdì 23 febbraio si terrà la presentazione alla stampa del torneo calcistico pontificio in programma alle ore 10.45 presso la Sala Marconi di Palazzo Pio (Piazza Pia, 3) e vedrà oltre alla presenza di Vittorio Bosio e don Alessio Albertini, rispettivamente presidente e consulente ecclesiastico nazionale del Csi, la presenza di Mons. Melchor Sanchez de Toca, sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura, e del dott. Santiago Perez de Camino Gaisse, responsabile Ufficio Chiesa e Sport del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita.

Media partner della Clericus 2018: Radio Vaticana Italia – Segreteria per la comunicazione dei media vaticani.

Per i presbiteri e i seminaristi che si apprestano a sostenere l’impegno calcistico, ci sarà una bella novità, già in apertura del Mondiale ecclesiastico. Per la prima volta infatti sarà un “collega” prete a dirigere una gara. Sacrosante le sue scelte? Toccherà a don Jordan Coraglia, 43enne sacerdote della diocesi di Brescia ed arbitro nel Csi bresciano, fischiare nella Clericus Cup. 


Emozionato all’atto della designazione don Coraglia, grande appassionato di calcio e della Clericus Cup ha così commentato il suo prossimo esordio: “Sono onorato e fortunato di poter scendere in quel magnifico campo, dove domina la vista del Cupolone di San Pietro. Ormai da anni sono abituato alla mia duplice veste. Dico subito che il Vangelo è la mia regola, ma il regolamento non deve diventare vangelo, perché il primo ha dato senso alla mia vita, mentre le norme di gioco sono cambiate tante volte e sono sempre perfettibili”. 
Vedremo sabato come reagiranno gli altri don calciatori, prontissimi nella riunione tecnica precedente alla manifestazione a sentenziare in coro: “se i grandi del calcio hanno il Var, noi almeno avremo così il nostro “assistente” spirituale. Come tutti noi potrà fare bene o male…il giudizio finale è sempre quello di Dio”.

Don Jordan, prima del debutto, sarà venerdì in conferenza stampa a sottolineare in duplice veste la sua doppia missione. Che poi è la stessa del Csi e della Clericus Cup: si può educare ed evangelizzare attraverso lo sport. Anche con un fischietto.

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