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Arriva BIC, il programma per prevenire il bullismo fra chi vive in comunità

27 Febbraio Feb 2018 0709 27 febbraio 2018
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I contesti socio-educativi residenziali sono ritenuti particolarmente a rischio. Un programma finanziato dalla Commissione europea ha testato per due anni in 5 Paesi dei dispositivi di prevenzione: verranno presentati oggi a Firenze

Verrà presentato oggi a Firenze il programma educativo BIC-Bullying in Institutional Care, specificamente ideato per prevenire e combattere il bullismo nei contesti socio-educativi residenziali, ritenuti particolarmente a rischio. I dispositivi che verranno presentati sono stati sperimentati per due anni in cinque Paesi europei, grazie al co-finanziamento della Commissione Europea, con il coinvolgimento di dieci partners. Proprio questi esperti domani nel Convegno internazionale 'Bullying Boooh', organizzato da Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini con il patrocinio della Regione Toscana presso l'Istituto degli Innocenti di Firenze, racconteranno le loro esperienze, chiarendo su che cosa è necessario focalizzare l'attenzione in modo sinergico, con l’obiettivo di fornire agli 'addetti ai lavori' che operano nei sistemi di protezione all'infanzia strumenti innovativi ed efficaci.

In Italia al 31 dicembre 2015 i bambini e i ragazzi accolti nelle comunità educative erano 21.035, per il 68% maschi e nel 48% dei casi stranieri. Al convegno saranno presenti specialisti provenienti da vari centri universitari: Università degli Studi di Firenze (Italia), Università Babes-Bolyai di Cluj Napoca (Romania), New Bulgarian University di Sofia (Bulgaria) e Università KatHO – Catholic University of Applied Sciences di Colonia (Germania).Parlaranno anche rappresentanti della società civile attivi nel campo dell’educazione e della protezione all’infanzia provenienti dall'Ecole Samuel Vincent di Nimes (Francia), dall'Eadap – The Society for the Development and Creative Occupation of Children di Atene (Grecia), dal Nadia (Bulgaria) e da Par - Respostas Sociais (Portogallo). In programma anche la messa in onda di uno spot realizzato con i bambini coinvolti nel percorso sperimentale.

Photo by Timothy Eberly on Unsplash

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