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Campagne

#Indifesa delle minori violate e abusate in Italia e nel mondo

5 Marzo Mar 2018 1743 05 marzo 2018
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Accendere i riflettori sulla condizione di bambine e ragazze nel nostro Paese e nel Sud del Mondo che non hanno nessun diritto e sono vittime di abusi fin dalla tenera età. Questo l'obiettivo dell'iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi di Terre des Hommes che prosegue fino all'8 marzo

Ogni anno in Italia subiscono abusi e violenze sessuali oltre 950 minori. Un bilancio drammatico quello rilevato nel 2017 per il nostro Paese perché il numero di reati commessi su bambini e minori non è mai stato così alto da un decennio a questa parte, toccando la cifra di 5.383 minori e registrando un incremento del +6% rispetto al 2015. E le piccole vittime sono in prevalenza bambine: sono l’83% delle vittime di violenze sessuali aggravate, l’82% dei minori entrati nel giro della produzione di materiale pornografico, il 78% delle vittime di corruzione di minorenne, ovvero bambine al di sotto dei 14 anni forzate ad assistere ad atti sessuali. Tutelare le bambine di tutto il mondo, garantendo loro istruzione, salute, protezione da sfruttamento, violenza e discriminazioni è l’obiettivo di Terre des Hommes che, anche quest’anno, lancia la campagna di raccolta fondi “Indifesa” che prosegue fino all’8 marzo (attivo il numero solidale 45549).

L’organizzazione, in una nota sottolinea come a livello globale, la violenza ai danni delle donne e delle bambine ha assunto le dimensioni di una vera e propria epidemia. Secondo l’Organizzazione Mondiale per la Sanità una donna su 3 ha subìto violenza fisica e/o sessuale da parte del partner o di sconosciuti. Circa 120 milioni di ragazze con meno di vent’anni (una su dieci a livello globale) hanno subito “rapporti forzati o altri atti sessuali forzati”.
A destare preoccupazione per la vita delle bambine e delle ragazze nel mondo è anche l’allarmante fenomeno che riguarda le baby schiave: oltre 11 milioni di bambine sfruttate in casa d’altri, sottoposte ad ogni tipo di abuso psicologico e fisico. Lavorano 20 ore al giorno, molto spesso senza ricevere alcun compenso. Tra le oltre 11 milioni di minorenni lavoratrici domestiche, sono 7,5 milioni quelle costrette a lavorare in casa di estranei in condizioni inaccettabili.

Ma le bambine sono ancora troppo spesso vittime del terribile fenomeno delle mutilazioni genitali. Infatti, in base alle stime dell’Oms, sono circa 200 milioni le donne e le ragazze che hanno subìto questa pratica e vivono prevalentemente in 30 Paesi, tra questi, la Somalia ha la percentuale più alta, che interessa praticamente tutte le donne (98%). Seguono la Guinea (96%), il Gibuti (93%), l’Egitto (91%), l’Eritrea e il Mali (89%), la Sierra Leone e il Sudan (88%). Ci sono poi altri Paesi della fascia sub-sahariana in cui la percentuale delle donne coinvolte oscilla tra il 60 e l’80%, tra cui Gambia, Burkina Faso, Etiopia, Mauritania e Liberia. In Repubblica Centrafricana, Ciad, Egitto e Somalia, circa l’80% delle ragazze è stata mutilata tra i 5 e i 14 anni. E se da un lato è in crescita la tendenza a “medicalizzare” l’intervento, offrendo maggiori garanzie per la tutela della salute delle bambine e delle ragazze nel breve termine, dall’altro anche un intervento eseguito alla perfezione non elimina le gravi conseguenze a lungo termine del taglio dal punto di vista fisico (difficoltà durante la gravidanza e il parto, rischio di sviluppare cisti, complicanze ginecologiche, dolori durante i rapporti sessuali) ed emotivo. Ma soprattutto – come ricorda l’Organizzazione Mondiale per la Sanità – le mutilazioni genitali rappresentano una violazione dei diritti delle bambine, delle ragazze e delle donne.

«Nel mondo sono 70 milioni le bambine sfruttate, abusate, costrette al matrimonio, uccise appena nate. E purtroppo anche in Italia i dati sugli abusi sono preoccupanti ed in continua crescita. L’obiettivo di Terre des Hommes è quello di proteggere le bambine di tutto il mondo dalla violenza e dallo sfruttamento perché saranno le donne di domani ed è necessario garantire loro istruzione, salute e benessere per metterle nelle condizioni di diventare donne libere», dichiara Paolo Ferrara, Responsabile Comunicazione e Raccolta Fondi di Terre des Hommes Italia. «È necessario contrastare la violenza e le discriminazioni di genere con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione ed ognuno di noi può contribuire con un piccolo gesto a sostegno della Campagna “Indifesa” per la protezione delle bambine e delle ragazze nel mondo».

La Campagna Indifesa punta i riflettori anche sul deprecabile fenomeno dei matrimoni precoci, che coinvolge ogni anno almeno 15 milioni di bambine e adolescenti. Da baby spose a baby mamme il passo è breve: nel 2016 sono state registrate 21 milioni di gravidanze tra le ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni che vivono nei Paesi in via di sviluppo e nel 49% dei casi si tratta di gravidanze non cercate. E ancora, ogni anno, circa 70mila ragazze muoiono a causa del parto e delle complicanze legate alla gravidanza.

Terre des Hommes, con la Campagna Indifesa si impegna a tutelare milioni di baby spose, baby mamme, ragazze violate e vittime di tratta, mettendo fine a violenze e maltrattamenti, per garantire un futuro migliore a loro e a tutta l’Umanità. In particolare la raccolta fondi di questa edizione servirà a sostenere interventi di prevenzione della violenza e degli stereotipi di genere nelle Scuole superiori italiane, a contrastare il fenomeno della schiavitù domestica delle bambine e delle ragazze in Perù e a combattere le Mutilazioni Genitali Femminili in Mauritania.

In apertura foto di Diego Ibarra Sanchez/Terre des Hommes

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