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Patriarca: «La Riforma del Terzo Settore ora è nelle mani di Lega e M5S»

5 Marzo Mar 2018 1537 05 marzo 2018

Presidente dell'Istituto Italiano della Donazione e deputato Pd dell'ultima legislatura, Edoardo Patriarca è stato riconfermato per il rotto della cuffia superando il suo avversario, il leghista Corti, per soli 46 voti. «Comincia una stagione di ricostruzione del Centro Sinistra. Per quello che riguarda la Riforma del Terzo Settore speriamo non venga affossata»

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Patriarca
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Presidente dell'Istituto Italiano della Donazione e deputato Pd dell'ultima legislatura, Edoardo Patriarca è stato riconfermato per il rotto della cuffia superando il suo avversario, il leghista Corti, per soli 46 voti. «Comincia una stagione di ricostruzione del Centro Sinistra. Per quello che riguarda la Riforma del Terzo Settore speriamo non venga affossata»

La sua soddisfazione l'ha postata su Facebook ma al telefono ci va cauto: «solo 46 voti. Il 46 sarebbe da giocarselo, porta bene. Però Corti ha fatto ricorso. Staremo a vedere».

È ufficiale. Sono stato eletto...con 46 voti in più rispetto al leghista Corti.

Geplaatst door Edoardo Patriarca op maandag 5 maart 2018

È Edorardo Patriarca che è presidente dell'Istituto Italiano della Donazione e deputato Pd uscente. Fino a prova contraria riconfermato tra i banchi della Camera.

«Quella del Pd è una disfatta. Ricominciamo da qui sapendo che la colpa è nostra non degli elettori», è il primo commento. Patriarca infatti non si vuole nascondere: «Ovviamente siamo di fronte ad una sconfitta. Inutile girarci intorno. Una sconfitta inattesa nelle proporzione. I dati dicono di qualcosa di profondo. Questo nonostante cinque anni di buon governo. Evidentemente non sono stati percepiti i passi in avanti che il Paese ha fatto durante questa legislatura».

«Sicuramente con questa sconfitta noi del Pd dovremo avviare una profonda analisi sul futuro, su quello che è stato e su quello che vorremo essere», continua il deputato, «È finita la stagione dell’autoreferenzialità. Dell'andare da soli. Occorre riaprire un forte dialogo con il sociale e con il mondo delle imprese. E con tutti quesi soggetti politici che vogliono rifondare il Centro Sinistra. Occorre poi avere una visione molto chiara e netta del futuro. Forse su questo in alcuni passaggi abbiamo tentennato, come sullo Ius soli. Abbiamo avuto poco coraggio».

Un mea culpa che però non dimentica il dato di contesto. «Anche in Europa il Centro Sinistra è in una debacle totale. Uno sprofondo che sembrava non toccare l’Italia e invece ci siamo andati ad accomodare insieme a Germania, Spagna e Francia». Ma per Patriarca la rotta è quella giusta, in cinque anni abbiamo sostenuto il welfare, la formazione e l’impresa sociale. Credo rimangano validi e importanti», a cambiare dvee essere la cpacità di arrivare alla gente, «deve essere chiara una cosa: se gli elettori non ci votano è colpa nostra non loro».

Posso solo sperare che il prossimo Governo non affossi la Riforma. Se non verranno attuati la fiscalità e l’istituzione del registro nazionale in tempo utile sarà un disastro, perché vedremo buttati tre anni di lavoro

Infine una nota sulla Riforma del Terzo Settore, cui mancano ancora alcuni passaggi cui dare attuazione. «Per quello che riguarda la Riforma del Terzo Settore posso solo rammentare che Movimento 5 Stelle e Lega hanno votato contro. Quindi posso solo sperare che il prossimo Governo non affossi la riforma. Se non verranno attuati la fiscalità e l’istituzione del registro nazionale in tempo utile sarà un disastro, perché vedremo buttati tre anni di lavoro».

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