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Paola Crestani: «Adozioni internazionali? Servono requisiti più stringenti»

12 Marzo Mar 2018 1207 12 marzo 2018
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La presidente di Ciai disegna il futuro del mondo delle adozioni in tre azioni «per garantire ai bambini il diritto di vivere in una famiglia e alle famiglie che li accolgono un indispensabile sostegno»

Le adozioni internazionali sono in continuo calo, così come la disponibilità di accoglienza delle famiglie. Le motivazioni principali sono: la mancanza di un supporto sia di tipo economico che psico-sociale alle famiglie, la sempre maggiore complessità dei problemi psico-fisici dei bambini adottabili, la preoccupazione per la possibilità di pratiche illecite, la debole collaborazione con i Paesi di origine dei bambini. Allo stesso tempo sono ancora moltissimi i bambini in situazione di abbandono nei Paesi d’origine.

Paola Crestani

Per garantire ai bambini il diritto di vivere in una famiglia e alle famiglie che li accolgono un indispensabile sostegno, sono necessarie tre azioni principali.

Primo, rafforzare le relazioni con i Paesi di Origine, per garantire adozioni corrette e nel superiore interesse dei bambini abbandonati, sostenendone i sistemi di protezione dell’infanzia, in particolare in Africa, con l’utilizzo di fondi specificamente dedicati.

Secondo, imporre requisiti più stringenti per gli enti autorizzati e assicurare il controllo da parte della Commissione Adozioni per prevenire possibili illeciti e fallimenti adottivi e per garantire il benessere di bambini e famiglie. A questo proposito è necessario fissare per legge, con decreto che integri la legge 184/1983, i requisiti per gli enti autorizzati che, se non rispettati, saranno motivo di esclusione dall’Albo. Tra questi requisiti: garantire il sostegno post-adozione in qualunque fase della vita adottiva, disporre di strutture adeguate nei Paesi di origine; garantire la tracciabilità di ogni transazione economica; non retribuire il personale secondo il numero di adozioni effettuate.

La terza azione è assicurare il sostegno, anche economico, alle famiglie in ogni fase del percorso adottivo, con un bonus fino a 10.000 euro per le spese della pratica adottiva, progressivo in base al reddito e garantendo servizi post-adozione in qualsiasi fase della vita adottiva, a costi accessibili mediante convenzioni con gli enti che li forniscono.

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