Elezioni 2018

Fiaschi: dialogo aperto con tutti, nell’interesse del Terzo settore

13 Marzo Mar 2018 1418 13 marzo 2018

Dopo il risultato delle politiche parla la portavoce del Forum del Terzo settore: «Che fine farà adesso la riforma? In questo momento stiamo dialogando con tutte le forze politiche. E le posso dire che abbiamo trovato da parte di ogni interlocutore grande attenzione e grande ascolto nei confronti delle nostre istanze. Il nodo vero è la tempistica: i decreti correttivi devono essere approvati entro l'inizio di agosto»

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Claudia Fiaschi Resized
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Dopo il risultato delle politiche parla la portavoce del Forum del Terzo settore: «Che fine farà adesso la riforma? In questo momento stiamo dialogando con tutte le forze politiche. E le posso dire che abbiamo trovato da parte di ogni interlocutore grande attenzione e grande ascolto nei confronti delle nostre istanze. Il nodo vero è la tempistica: i decreti correttivi devono essere approvati entro l'inizio di agosto»

Dialogo aperto con tutte le forze politiche, con l’obiettivo di condurre in porto la miglior Riforma possibile nell’interesse delle 336mila organizzazioni non profit italiane. E questa la posizione del Forum del Terzo Settore all’indomani del 4 marzo. Del resto il confronto era incominciato anche prima del passaggio alle urne. Nei giorni precedenti al voto una delegazione del Forum aveva incontrato Matteo Orfini per il Partito Democratico, Antonio Palmieri per Forza Italia, Maria Teresa Bellucci per Fratelli d’Italia, Beatrice Lorenzin per Civica Popolare, Alfonso Bonafede per il Movimento 5 Stelle, Roberto Speranza per Liberi e Uguali, Emma Bonino per +Europa e Armando Siri per la Lega.

Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo settore: è preoccupata per l’esito delle elezioni che hanno visto emergere in particolare due movimento, Lega e 5 Stelle, spesso critici nei confronti della riforma?
Noi in questo momento stiamo dialogando con tutti. E le posso dire che abbiamo trovato da parte di ogni interlocutore grande attenzione e grande ascolto nei confronti di quelle che sono le istanze del Terzo settore. Da questo punto di vista il confronto c’è ed è positivo. Quello che più preoccupa, invece, è il rischio del prolungamento di una fase di stallo politico.

Una strada potrebbe essere quella di approvare un primo decreto correttivo entro la scadenza e lasciare ad un secondo correttivo, sempre entro i termini, la possibilità di mettere a punto quanto ha bisogno di ulteriore approfondimenti

Il sottosegretario Luigi Bobba in un’intervista di qualche giorno fa a vita.it conferma però l’impegno dell’attuale governo a lavorare sia sulle misure amministrative sia sui decreti correttivi. Non è sufficiente questa rassicurazione?
Non è questo il punto. Fra ministero del Lavoro e Forum c’è un tavolo aperto che lavora e continuerà a lavorare. Un tavolo che fra l’altro ci auguriamo sarà tenuto aperto anche col nuovo esecutivo. Nel frattempo ha incominciato a lavorare anche il Consiglio nazionale, uno degli strumenti di governance del settore previsto dalla Riforma. E anche questo è un segnale positivo. Il nodo reale, guardando in particolare ai decreti correttivi che dovranno essere approvati entro i primissimi giorni di agosto, sta nella possibilità di fare le cose per bene e nei tempi dati. Gli enti del Terzo settore hanno bisogno di avere quanto prima un quadro di riferimento normativo il più certo possibile. Penso per esempio a tutto il tema della fiscalità e all’assetto civilistico in relazione all’iscrizione nel Nuovo registro unico. Quello che auspichiamo è che l’attivazione del percorso per l’avvio del dibattito sui provvedimenti possa essere portato positivamente a compimento, in tempi rapidi.

La legge delega però fissa termini stringenti, quali soluzioni vede?
Una strada potrebbe essere quella di approvare un primo decreto correttivo entro la scadenza e lasciare ad un secondo correttivo, sempre entro i termini, la possibilità di mettere a punto quanto ha bisogno di ulteriore approfondimento. Però è un tema su cui ragionare, in primis con chi assumerà la responsabilità di governo.

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