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Milano, chi dona cibo avrà lo sconto sulla Tari

9 Aprile Apr 2018 1504 09 aprile 2018
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Milano è la prima grande città ad applicare quanto previsto dalla legge Gadda, per la riduzione degli sprechi alimentari. Gli operatori hanno tempo fino al 30 aprile per presentare un “progetto di donazione” delle proprie eccedenze alle onlus e avere una riduzione del 20% della tassa sui rifiuti. Circa 10mila in città i potenziali donatori, per un risparmio stimato in 1,8 milioni di euro annui

Ristoranti, supermercati, negozi, bar, laboratori, banchi dei mercati… gli operatori del settore alimentare del Comune di Milano hanno tempo fino al 30 aprile per presentare un “progetto di donazione” delle proprie eccedenze alimentari e avere una riduzione del 20% della tassa sui rifiuti (TARI). La misura è prevista dalla legge Gadda (166/2016), in vigore dal settembre 2016: il primo ad attuare questa possibilità è stato il Comune di San Stino di Livenza, in provincia di Venezia, fra le città di medie dimensioni la prima è stata Varese e Milano ora è la prima grande città d’Italia a scontare la TARI in base alle quantità di cibo che viene recuperato e donato a fini sociali. Anche Genova e Roma ci stanno ora lavorando.

Come ci si è arrivati? Con un processo partecipativo legato alla food policy, coordinata dalla vicesindaco Anna Scavuzzo, che Milano si è data dal 2015. Tra quei cinque obiettivi c’è anche la lotta agli sprechi alimentari, con l’adozione di politiche che favoriscano la riduzione delle eccedenze e delle perdite lungo la filiera alimentare e che aumentino la consapevolezza di come il fare buon uso delle eccedenze sia il punto decisivo per cambiare i comportamenti. Ci hanno lavorato gli Assessorati al Bilancio, alle Attività produttive e all’Ambiente, con il contributo di AMAT. «Abbiamo realizzato una serie azioni che coinvolgevano bambini, famiglie, alcuni tavoli sperimentali. Quando la legge Gadda ha introdotto la possibilità di riduzione della Tari, è stata una delle prime azioni che abbiamo deciso di concretizzare perché si tratta di una proposta strutturale. La Food Policy ha una parte di esperienze pilota da realizzare e valutare ma anche una forte tensione alla dimensione strutturale, a fare qualcosa che resti e diventi patrimonio della città. È questo che stiamo cercando di fare», spiega Anna Scavuzzo. La vicesindaco ricorda che «molti enti di Terzo settore volevano che Milano facesse questo passaggio e recepisse una innovazione normativa come innovazione regolamentare, oltre al fatto che esperienze nuove come SoliDando e l’Emporio della Solidarietà hanno dato spazio a progetti nuovi che hanno bisogno di essere alimentati». La riduzione della Tari, che introduce un meccanismo premiante per le imprese, nasce in questo contesto. I lavori sono partiti nel luglio 2017, con un percorso che «doveva per sua natura essere partecipato, siamo di fronte a un’azione virtuosa, non poteva certo essere sbagliata la regola per farla», afferma la vicesindaco.

Lo sconto sulla Tari per chi dona eccedenze alimentari può arrivare fino al 50% della parte variabile e tale sarà stabilita ogni anno da una delibera di giunta: per il 2018 è fissata nel 20%. La riduzione sarà concessa in proporzione alla quantità di cibo donato. Per usufruire della riduzione le imprese dovranno presentare entro il 30 aprile una autocertificazione che indica le organizzazioni a cui consegneranno le eccedenze e la stima delle quantità che saranno donate, insieme alle autocertificazioni rese dai soggetti che ricevono i prodotti, attestanti la loro qualifica di Onlus. Lo sconto sarà applicato a conguaglio nell’anno successivo. Sono circa 10mila attività in città i potenziali donatori, per un risparmio sulla TARI stimato in 1,8 milioni di euro.

«Le modalità sono sperimentali, ci sarà un monitoraggio attento per capire da un lato se la modalità individuata consente di raggiungere gli obiettivi di incentivare la donazione e il recupero a fini sociali delle eccedenze alimentari, dall’altro per misurare la riduzione dello spreco, ovviamente evitando che in questa attività si inseriscano realtà che non siano non profit. Una volta che ci sarà il Registro unico nazionale del Terzo settore ovviamente ci riferiremo a quello», spiega Scavuzzo.

Tra le altre iniziative in atto nella Food Policy di Milano c’è la creazione di un “circuito corto” di recupero e redistribuzione delle eccedenze, che verrà realizzato nel Municipio IX attraverso un protocollo con Assolombarda e Politecnico di Milano. «Assolombarda e Politecnico hanno in corso uno studio approfondito su un territorio più piccolo, per capire se e quanto la logistica è funzionale al raggiungimento dell’obiettivo, mettendo in contatto direttamente i soggetti di Terzo settore e le aziende. Il progetto pilota vuole mettere in piedi un sistema con una intermediazione molto leggera, che permetta la raccolta e la redistribuzione in poco tempo in un raggio corto, con una comunità in tutto il Municipio IX», spiega la vicesindaco. Lo spazio che farà da hub e magazzino sarà in via Borsieri e sarà presto oggetto di una evidenza pubblica per individuare il soggetto che lo gestirà.

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