Roberto Giadone
Rapporti

Agricoltura: il Welfare Index 2018 premia la siciliana Natura Iblea

11 Aprile Apr 2018 1507 11 aprile 2018
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L'impresa agricola biologica che opera nel sud-est della Sicilia è arrivata in testa alla categoria Agricoltura per le sue attività di welfare aziendale. Già lo scorso anno aveva ottenuto le 5W e una menzione speciale per l'integrazione sociale. Tra le nuove iniziative borse di studio per i figli dei dipendenti e la promozione con Confagricoltura Ragusa di un protocollo sulla legalità

L’impresa agricola italiana con il miglior livello di welfare aziendale? È la siciliana Natura Iblea. Ad attestarlo il Rapporto 2018 di Welfare Index PMI, presentato il 10 aprile al Salone delle Fontane di Roma. L’azienda siciliana è arrivata in testa nella categoria Agricoltura, cosa che le porta il riconoscimento di Welfare Champion del Rapporto annuale che è l’indagine più completa sul welfare in Italia. Oltre 4mila le imprese che hanno aderito a questa terza edizione e che vengono classificate con valutazioni da 1W a 5W, il rating che misura l’azione delle piccole e medie imprese italiane nel welfare, in 6 diversi settori produttivi.

Qui e in apertura Roberto Giadone

Già nel 2017 Natura Iblea aveva ottenuto le 5W e una menzione speciale per l’Integrazione Sociale, grazie ad un grande lavoro portato avanti nel tempo per realizzare diversi ricongiungimenti familiari tra le proprie maestranze straniere.
Si tratta di un’azienda agricola interamente biologica che coltiva più di 150 ettari a Ispica, nel sud-est della Sicilia, investe continuamente in ricerca e sviluppo tecnologico ed esporta i propri prodotti in tutta Europa, ma ha anche deciso di realizzare un progetto “local”, Paniere Bio, per le consegne di frutta e verdura a domicilio, e di aprire a Modica Babbìo, uno store di prodotti biologici con uno spazio di ristorazione e condivisione. «Abbiamo sempre pensato che sull’attenzione alle persone che lavorano da noi si pongano le fondamenta di un’azienda sana, che può crescere valorizzando tutte le risorse, quelle del territorio e quelle umane, e contribuendo al benessere della comunità in cui opera», spiega il presidente della Società Agricola Natura Iblea srl Roberto Giadone. «Abbiamo sempre puntato alla fidelizzazione, con maestranze che lavorano con noi sin dalla nascita dell’azienda: non a caso la resa oraria di chilogrammi lavorati è tra le più elevate del territorio. Natura Iblea è soprattutto un luogo in cui chi lavora sta bene e trova spazio per il suo presente ed il suo futuro».

Dopo le iniziative per i ricongiungimenti familiari e altre politiche di integrazione (ad esempio corsi di lingua e di formazione continua nella sicurezza, sostegno per gli alloggi, assistenza nelle pratiche burocratiche), lo scorso anno Natura Iblea ha avviato un altro progetto a beneficio del proprio personale: l’istituzione delle borse di studio per tutti i figli dei dipendenti. L'iniziativa è rivolta agli studenti che vanno a ultimare un ciclo scolastico, nell’intento di invogliarli a proseguire negli studi e arginare così l’odioso fenomeno degli abbandoni scolastici, e ha meritato la collaborazione e la partecipazione della Banca di Credito Cooperativo di Pachino. 


«Mi commuove particolarmente la storia di Erika, la figlia di due nostri dipendenti che si è appena laureata in Economia» ha raccontato Giadone in occasione della cerimonia di premiazione. «Suo padre è stato per tanti anni il nostro capo magazziniere, per un incidente domestico ha dovuto lasciare il lavoro e da allora abbiamo assunto la moglie: tutta la famiglia di Erika, quindi, è da sempre parte integrante della nostra azienda. Non dimenticheremo mai i suoi occhi quando le abbiamo consegnato la borsa di studio davanti a tutti e due i suoi genitori. Ci gratifica enormemente sapere che una nuova generazione ha potuto e potrà completare i propri studi anche grazie al nostro aiuto».


Tra le iniziative messe in campo a favore dei dipendenti tra il 2017 e l’inizio del 2018: «Un’altra storia per noi significativa riguarda le lavoratrici del magazzino», racconta ancora Giadone: «Le signore ci avevano chiesto una televisione in sala mensa... la direzione, invece, ha portato un giornale! Abbiamo infatti pensato di investire nell’abbonamento a una rivista, Vanity Fair, che potesse dar loro qualche stimolo interessante. La sperimentazione, che sembrava azzardata, ha dato i suoi frutti: oggi le signore mi dicono di essere contente della scelta, perché hanno argomenti di cui discutere tutte insieme, anziché chiudersi nell’ascolto di un televisore». 


E non manca l’impegno per l’ambiente, su questo fronte Natura Iblea ha adottato da tempo una serie di misure di sostenibilità: l’impianto fotovoltaico da 200 Kwh che dal 2011 ha reso l'azienda completamente autonoma per l'energia elettrica, le vasche di decantazione per la produzione di 640 tonnellate di terreno ammendante biologico e naturale, l’impiego di plastica riciclata per il rivestimento delle serre e - da gennaio 2018 - una nuova stazione per lo stoccaggio delle materie prime secondarie e il riciclo dei rifiuti. 


Roberto Giadone, infine, ha sempre promosso pratiche di legalità nel trattamento dei lavoratori nel sud- est della Sicilia, spesso tristemente conosciuta al contrario per i soli fenomeni di sfruttamento e caporalato: «Abbiamo promosso e poi realizzato insieme a Confagricoltura Ragusa - ricorda - un protocollo d’intesa sulla legalità e sul trattamento dei lavoratori al quale ora gli associati devono attenersi pena l'immediata esclusione dall’associazione».

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