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Così otto anni di guerra cambiano il comportamento dei bambini siriani

12 Aprile Apr 2018 1018 12 aprile 2018
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Come si comporta, come pensa, come si sente un bambino che non ha vissuto nemmeno un solo giorno della sua vita in tempo di pace? Uno studio finanziato da AiBi e Regione Friuli Venezia Giulia ha osservato i bambini di Idlib e "allenato" genitori e insegnanti a identificare i segnali di allarme per far crescere al meglio i bambini

Otto anni di guerra come cambiano un bambino? Come si comporta, come pensa, come si sente, un bambino che non ha vissuto nemmeno un solo giorno della sua vita in tempo di pace? Sono queste le domande da cui è nato il primo studio condotto sul cambiamento comportamentale dei bambini coinvolti nel conflitto siriano, frutto di un progetto promosso da Associazione Amici dei Bambini (AiBi) e Regione Autonoma Friuli Venezia-Giulia insieme al loro partner siriano Saed Charity.

Il progetto 'SY.Ri.A.' (Sy, Ri.medi, A.zioni) è stato avviato nell'aprile 2017 con l'obiettivo di supportare e aiutare i bambini sopravvissuti al conflitto in Siria. Attraverso il progetto genitori e insegnanti sono stati formati a riconoscere i “campanelli d’allarme” nei cambiamenti del comportamento dei più piccoli, feriti nell'animo dalle tragedie, dalle violenze, dalle immagini di bombe e morti osservate nel corso degli otto anni di conflitto siriano. I risultati dello Studio, intitolato 'Sintomi, rimedi e soluzioni. Uno studio per monitorare i sintomi comportamentali, psicologici e sociali, che si manifestano nei bambini dal punto di vista di genitori e insegnanti, il loro sviluppo e le soluzioni da adottare nei loro confronti” sono stati condivisi con tutte le ONG partner dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari – OCHA in Siria. Cosa è emerso, in sintesi? «I partecipanti alle sessioni di discussione hanno riferito che i sintomi più comuni dei bambini sono: violenza, aggressività, vandalismo, sovversione, sfida, testardaggine, ribellione, disobbedienza, insolenza e parolacce, isolamento, mancanza di interesse, introversione, mancanza di concentrazione e iperattività, minzione involontaria e minzione notturna, negligenza scolastica, problemi di comunicazione, fumo, oscenità sessuale».

La guerra quindi impatta drammaticamente anche sui comportamenti dei bambini, sulla costruzione della loro identità e sulla costruzione del proprio futuro di uomini e donne. Anche in conseguenza dei risultati di questa indagine, AiBi e Regione Friuli Venezia-Giulia hanno scelto di stare dalla parte dei bambini in Siria per prevenire e affrontare le conseguenze del conflitto, insieme a genitori e insegnanti. Il progetto, co-finanziato da entrambi i partner, ha previsto l'intervento di esperti a sostegno delle famiglie della regione di Idlib: in questo modo è stato possibile ampliare le competenze dei genitori siriani, mettendoli in grado di riconoscere, rispondere e prevenire le conseguenze dei traumi legati al conflitto sui loro figli.

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