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Cesvi

#Liberitutti lancia la rete che in Italia aiuta i bambini

13 Aprile Apr 2018 1616 13 aprile 2018
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L’ong presenta due iniziative per accendere i riflettori sul fenomeno del maltrattamento e della trascuratezza dei più piccoli. E lo fa con un programma di sostegno in tre territori italiani dal titolo “IoConto” e una campagna che fino al 21 aprile può essere sostenuta con il numero solidale 45535

Cesvi ha deciso di intervenire in Italia per contrastare forme di maltrattamento e di trascuratezza che colpiscono i più piccoli e che non sono necessariamente o soltanto legate alla povertà economica delle famiglie. A volte ci si trova a dover far fronte a situazioni familiari di fragilità educativa, emotiva e relazionale. Proprio per rispondere a questa situazione l’ong ha creato la rete “IoConto” che si avvale di partnership importanti sul territorio nazionale, e avviato un programma nelle città di Bergamo, Roma/Rieti e Napoli con l’obiettivo di prevenire e contrastare i fenomeni di trascuratezza, maltrattamento e abuso ai danni di bambini e adolescenti

Per sostenere concretamente le attività di questo programma di Cesvi che prevede spazi d’ascolto per bambini e ragazzi, interventi specialistici per la cura del trauma, supporto ai genitori in condizioni di vulnerabilità, rafforzamento del ruolo della comunità e formazione di operatori specializzati è stata lanciata la campagna #Libertutti - a cui si può contribuire con un sms da 2 euro o chiamata da rete fissa da 5 o 10 euro al 45535 fino al 21 aprile.

«Cesvi ha scelto di intervenire per la prevenzione e il contrasto di questo fenomeno allarmante con la creazione della rete “IoConto”, che metterà in collegamento diversi soggetti del territorio nazionale con il duplice obiettivo di rafforzare le risorse a disposizione di bambini e famiglie e favorire uno scambio di buone pratiche per impattare positivamente sull’ambiente e le comunità» dichiara Daniela Bernacchi, Ceo Cesvi. «Per continuare il nostro lavoro con personale altamente qualificato, che ben conosce le realtà in cui opera, chiediamo il sostegno di tutti. Basta un sms o chiamata al 45535 per dare un aiuto concerto».

Non ci si può nascondere il fatto che il maltrattamento e la trascuratezza - le varie forme di violenza - stanno acquisendo una portata sempre più vasta. Basti guardare al report dell’Oms secondo il quale in Europa, ogni anno, sono circa 850 i bambini tra 0 e 15 anni che muoiono a causa di forme di maltrattamento.

La maggioranza dei casi di violenza e di abuso – ricorda una nota di Cesvi - si verifica all’interno delle mura domestiche e alla base di questi fenomeni vi è spesso un adulto in difficoltà, inadeguato nel garantire cure fisiche, affettive, intellettive e sociali adeguate, condizionato dai propri problemi, da un disagio psichico o dall’insufficienza di risorse emotive. Le conseguenze sulla psiche del bambino sono tanto più gravi quanto più il bambino è piccolo e quanto più si protraggono nel tempo.

Per fare prevenzione tra gli adulti, Cesvi ha messo a punto il Decalogo #Liberitutti, in collaborazione con esperti, psicologi e psicoterapeuti specializzati (in allegato).

Per quanto riguarda il programma di Cesvi sul territorio italiano le aree coinvolte sono: Bergamo e provincia, Napoli (VII municipalità) e l’Unione dei Comuni della Bassa Sabina con un coordinamento tra Roma e Rieti. I partner locali sono rispettivamente il Consorzio Fa, la cooperativa Il Grillo Parlante e l’Associazione Bambini nel Tempo.
Le attività prevedono: Spazi d’ascolto per bambini e adolescenti in condizione di vulnerabilità: spazi per la condivisione di emozioni, esperienze e vissuti. Scambi positivi che aumentano la capacità di auto-protezione del bambino e aiutano l’operatore a identificare i rischi di maltrattamento e i casi non emersi.
Interventi specialistici per la cura del trauma: percorsi di supporto psico-terapeutico finalizzati a ridurre i danni psicologici ed emotivi nei bambini e negli adolescenti che sono stati vittime di violenza.
Supporto ai genitori: percorsi che li guidano nella comprensione degli stadi di sviluppo del bambino, insegnano modalità educative positive e non violente, e trasmettono strumenti pratici per la corretta gestione della relazione genitore-figlio.

E ancora, formazione di professionisti per rafforzare le competenze degli operatori degli ambiti famiglia e minorenni nell’individuare e rispondere in modo efficace ai casi di maltrattamento; e infine, rafforzamento del ruolo protettivo della comunità: l’ambiente che circonda le famiglie svolge un ruolo fondamentale nel contrasto al maltrattamento infantile. Le attività di sensibilizzazione favoriscono il dialogo sociale sui diritti dell’infanzia e sulla prevenzione della violenza.

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