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Consegnato il Premio Majori alla fisiatra Barbara Cicconi

4 Maggio Mag 2018 1028 04 maggio 2018
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La dottoressa marchigiana che si è aggiudicata la terza edizione del bando, una borsa di studio del valore di 4.500 euro, sta già seguendo il master di secondo livello “Diagnosi, cura e ricerca nelle malattie neuromuscolari: aspetti muscolari e multisistemici” al Centro Clinico NeMO a Milano

È stata consegnata ufficialmente, in occasione dell’annuale assemblea dei soci Aisla (tenutasi ad aprile a Roma), la borsa di studio di 4.500 euro messa in palio con il Premio Majori 2018, giunto quest’anno alla sua terza edizione. Ad aggiudicarsela è stata la dottoressa Barbara Cicconi, fisiatra marchigiana, che dallo scorso marzo sta già seguendo il master di 2° livello dell’Università degli Studi di Milano “Diagnosi, cura e ricerca nelle malattie neuromuscolari: aspetti muscolari e multisistemici” al Centro Clinico NeMO a Milano.

Alla cerimonia, con il presidente di Aisla Massimo Mauro, sono intervenute anche la moglie e lafiglia di Felice Majori: «Aisla ha saputo raccogliere l’eredità di mio padre Felice nel segno di quella “crescita intelligente” che lui stesso auspicava per l’associazione» ha detto Francesca Majori. «Il Premio rappresenta un progetto formativo di altissima qualità per sostenere meglio i malati di Sla e ai loro famigliari. Coinvolge anche l’Università di Milano, il Centro Clinico Nemo e l’ospedale Niguarda di Milano. È nato originariamente per formare la nurse coach, figura professionale dedicata alla formazione di tutto il personale chiamato a seguire i malati e le famiglie. Con le prime due edizioni sono state assegnate sei borse di studio a neurolaureati in scienze infermieristiche che hanno potuto partecipare ad un master di primo livello a loro dedicato. La terza edizione 2018 è stata invece aperta anche ai medici con l’organizzazione di un Master di 2° livello per formare una équipe multidisciplinare in grado di progettare ed attuare una presa in carico integrata, di cui c’è davvero tanto bisogno. La premiata di quest’anno, apripista di un nuovo progetto, è la dottoressa Barbara Cicconi: una fisiatra che, per motivazioni e storia professionale, vale per tre!».

La dottoressa Valeria Sansone, direttore clinico scientifico del Centro Clinico NeMO e ricercatore confermato del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università di Milano, nonché coordinatrice del master, ha sottolineato «la necessità di formare sempre più medici per le malattie neuromuscolari: sono pochi, infatti, i colleghi con competenze elevate. Anche nei Centri Nemo vogliamo trovare persone a cui passare il testimone, facendo crescere giovani professionisti. Al 3° Bando del Premio Majori si sono iscritti cinque medici. L’intenzione è quella di dedicare il bando del Premio Majori, alternativamente, di anno in anno a figure infermieristiche o mediche, non solo con specializzazione neurologica».

Emozionata la vincitrice Barbara Cicconi, fisiatra marchigiana che lavora in un ospedale di Area Vasta nelle Marche, a San Benedetto del Tronto: «Ho già iniziato il Master respirando al Nemo un’atmosfera di urgenza nel trasmetterci conoscenze e speranza, della quale dobbiamo farci portatori nei confronti dei malati e dei loro familiari», ha detto la dottoressa Cicconi. «La forte integrazione tra ospedale e territorio è indispensabile: specie nel caso delle malattie neuromuscolari è importante garantire la possibilità di assistenza dentro le mura domestiche. Le famiglie, su cui ricade il peso del malato, sono risorse preziosissime che vanno pertanto sostenute in modo adeguato. Ringrazio anche la famiglia Majori che, a sua volta, ha sicuramente affiancato Felice Majori durante il suo impegnativo percorso in Aisla».

A margine della premiazione è stato proiettato un filmato inviato dalle tre vincitrici del Premio Majori 2017 – Alessia Campagnone di Trieste, Miriam Emiliani di Sassari, Rosalba D’Onghia di Milano – che hanno sottolineato all’unisono come l’esperienza del Master abbia permesso loro una crescita personale, professionale ed aperto le porte alle attuali esperienze lavorative al Centro Nemo, presso la Neurologia del San Raffaele e presso un centro di assistenza per bambini disabili.

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