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Adozioni internazionali

Adozioni trasparenti, online il portale per tracciare l'iter

15 Maggio Mag 2018 2321 15 maggio 2018
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Debutta il portale che consente ai genitori in attesa di adozione di monitorare in tempo reale le informazioni sui momenti salienti della loro procedura adottiva, in ottica di trasparenza della Pubblica amministrazione. In 48 ore, 68 gli accessi da parte delle coppie. Soddisfatte le associazioni famigliari, che da tempo rivendicavano questo diritto

È online da oggi, 15 maggio 2018, il portale “Adozione Trasparente”. Gli aspiranti genitori adottivi – per l’esattezza quelli che hanno già conferito l’incarico ad un Ente autorizzato, ma non hanno ancora concluso la procedura di adozione internazionale con l’ingresso del minore in Italia alla data del 16 aprile 2018 – possono da oggi seguire online, in tempo reale, i passaggi fondamentali della propria procedura di adozione internazionale. Sono 24 i momenti della procedura adottiva che la Commissione Adozioni Internazionale elenca e su cui le coppie il portale darà informazioni alle coppie, dal decreto di idoneità fino alla relazione post-adozione. In particolare i genitori potranno verificare il rispetto dei tempi di trasmissione della documentazione inerente la propria procedura, con un “ALERT” giallo che si accenderà in automatico quando la documentazione non è stata trasmessa nel termine di 30 giorni oppure verificare lo stato dei pagamenti effettuati all’Ente autorizzato. Per la CAI e gli enti autorizzati diventa il modo per sostenere proattivamente i compiti di trasparenza durante lo svolgimento dei procedimenti amministrativi collegati all’iter adottivo e per la CAI in particolare il portale agevola il compito di vigilanza sugli enti autorizzati.

Per accedere al portale “Adozione Trasparente” è necessario ottenere l’utenza SPID, attualmente rilasciata a titolo gratuito tramite il sito ufficiale dell’Agenzia per l’Italia Digitale: uno strumento innovativo che consente un livello di sicurezza molto alto per l'accesso ai dati. La CAI lo usa come strumento di accesso alla trasparenza, considerata la materia delicata in ambito di trattamento dati/privacy e il coinvolgimento di entità terze (enti). A metà del pomeriggio della prima giornata di vita del portale, gli accessi effettuati erano già 24. A 48 ore dal debutto, gli accessi sono già saliti a 68.

«Negli ultimi anni, il diritto a “conoscere” dei cittadini nei confronti della Pubblica Amministrazione ha subito una significativa evoluzione sperimentando il principio di “trasparenza” e di “amministrazione digitale”, quali modalità per garantire una verifica costante dell’attività amministrativa da parte della cittadinanza e rinforzare, nel contempo, la responsabilità degli amministratori pubblici. In questa prospettiva il portale web “Adozione Trasparente” risulta uno strumento capace di rendere disponibile la procedura amministrativa relativa alle adozioni internazionali alle famiglie interessate e solo ad esse. Il portale web si integrerà con il sistema già in uso presso la Commissione, che permette in tempo reale, ai soli Enti autorizzati, l’interscambio di dati riguardanti la procedura adottiva», spiega la vicepresidente della Cai, Laura Laera.

Per le famiglie si tratta di una «iniezione di fiducia». Così commenta Monya Ferritti, presidente del Coordinamento CARE: «Siamo molto soddisfatti che la CAI si sia dotata di questo strumento per garantire alle famiglie e a tutto il sistema adozioni la trasparenza, una parola ad alto valore simbolico che è stata riempita di contenuti con questo avvio e che darà un'iniezione di fiducia alle famiglie dopo un periodo di crisi del sistema delle adozioni internazionali. Siamo soddifatti, quindi, di aver portato il tema “trasparenza” nell'agenda della Commissione, consapevoli che si tratta di un punto di partenza e non di arrivo. Quando le associazioni familiari si mobilitano è possibile cambiare la realtà delle cose». La trasparenza totale delle informazioni, per le famiglie, era da anni una richiesta forte delle associazioni famigliari, al punto che figurava fra le sei proposte che VITA aveva lanciato già nel 2014 per il rilancio delle adozioni internazionali.

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