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Chiesa

Migranti, i vescovi italiani alle comunità cristiane: non limitiamoci a risposte prefabbricate

15 Maggio Mag 2018 1247 15 maggio 2018
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Il documento della Commissione Episcopale per le Migrazioni della CEI arriva in occasione del 25° anniversario del precedente, “Ero forestiero e mi avete ospitato”. I vescovi invitano a «leggere le migrazioni come “segno dei tempi”» e auspicano «un meeting delle realtà di accoglienza nei primi mesi del 2019»

«Siamo consapevoli che nemmeno noi cristiani, di fronte al fenomeno globale delle migrazioni, con le sue opportunità e i suoi problemi, possiamo limitarci a risposte prefabbricate, ma dobbiamo affrontarlo con realismo e intelligenza, con creatività e audacia, e al tempo stesso, con prudenza, evitando soluzioni semplicistiche. Riconosciamo che esistono dei limiti nell’accoglienza». È questa una delle premesse della lettera “Comunità accoglienti, uscire dalla paura” (il testo integrale in allegato) che la Commissione episcopale per le migrazioni della Cei ha indirizzato alle comunità cristiane.

I vescovi sottolineano poi che «ciò che ci spinge a prendere nuovamente la parola è il profondo cambiamento che in questi anni continua a segnare il fenomeno migratorio nel nostro Paese».

Il documento infatti arriva in occasione del 25° anniversario del precedente, “Ero forestiero e mi avete ospitato” (1993). In quell’anno, si legge, l’immigrazione «era un fenomeno “nuovo” ed emergente, di cui non si riusciva ancora a cogliere le dimensioni e le prospettive».

Secondo i dati del Ministero dell’interno, gli immigrati regolari in Italia erano infatti 987.405, in maggioranza europei dell’Unione europea e dell’Europa orientale: «Oggi l’immigrazione è diventata nel nostro Paese un fenomeno sorprendente nel suo incremento, anche se negli ultimi anni esso si è fermato ed è aumentato invece il numero degli emigranti italiani. Gli immigrati in Italia hanno infatti raggiunto e superato all'inizio del 2016 il numero di 5 milioni con un’incidenza sulla popolazione totale pari all'8,3%». «Mentre nell'ultimo triennio il numero degli immigrati è rimasto pressoché stabile ed è cresciuto il numero dei richiedenti asilo, il numero degli emigranti italiani è continuato a crescere: nell'ultimo anno oltre 124mila italiani hanno spostato la loro residenza oltreconfine», prosegue il documento.

«Leggere le migrazioni come “segno dei tempi” richiede innanzitutto uno sguardo profondo, uno sguardo capace di andare oltre letture superficiali o di comodo, uno sguardo che vada “più lontano” e cerchi di individuare il perché del fenomeno».

I vescovi invitano ad utilizzare «un linguaggio che non giudica e discrimina prima ancora di incontrare. Le paure si possono vincere solo nell’incontro con l’altro e nell’intrecciare una relazione. È un cammino esigente e a volte faticoso a cui le nostre comunità non possono sottrarsi, ne va della nostra testimonianza evangelica», come «sanno bene quelle comunità e parrocchie che in questi anni hanno deciso in vario modo di accogliere»: «Per questo è nostra intenzione promuovere nei primi mesi del prossimo anno un meeting di queste realtà di accoglienza».

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