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Inclusione

La tecnologia è troppo importante per essere lasciata solo agli uomini

18 Maggio Mag 2018 1800 18 maggio 2018
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Le donne laureate nelle discipline STEM sono ancora poche. Solo il 30% delle ragazze propende per un corso di laurea tecnologico-scientifico. E di questo 30% la grandissima maggioranza è orientata verso medicina e chimica

Che il settore tecnologico-scientifico non si distingua per l’alta presenza femminile è cosa nota. Recentemente, una ricerca di CA Technologies ce ne ha data l’ennesima conferma, elaborando però anche alcune interessanti riflessioni e qualche nuova proposta.

La ricerca si intitola “Innovazione al femminile: tecnologia, cultura umanistica e creatività – Il futuro STEAM: Science, Tech, Engineering, Arts & Math”, ed è stata realizzata in collaborazione con Fondazione Sodalitas e Netconsulting cube.

Lo studio conferma ciò che è sotto gli occhi di tutti: la scarsa presenza di donne negli ambiti tecnico-scientifici. La ragione, secondo il 72% dei responsabili delle risorse umane intervistati, è la scarsità di laureate nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Math). Gli stessi responsabili (83%) si dichiarano però d’accordo sul fatto che la presenza femminile nei team di sviluppo possa essere un valore aggiunto e avere anche un impatto positivo sul business aziendale. In particolare perché alle donne vengono riconosciute alcune specifiche competenze soft considerate strategiche nel settore dello sviluppo e dell’innovazione, come la capacità di problem solving, l’apertura al cambiamento e l’agilità nel pensiero laterale.

Ragioni simili motivano la prima apertura significativa che l’indagine sottolinea: la richiesta crescente di profili umanistici nei team di ricerca che si occupano di Big Data, intelligenza artificiale o robotica. Ottime opportunità per coinvolgere ragazze dagli interessi eterogenei, che hanno compiuto studi più tradizionalmente umanistici. Da qui l’acronimo STEAM: Science, Technology, Engineering, Arts & Math.

La riflessione però non può fermarsi qui: sarebbe come dire che le donne possono contribuire allo sviluppo tecnologico solo in qualità di sguardo laterale e creativo, subordinato alle competenze tecniche e specialistiche.

Il tema se le ragazze possano scrivere codice o meno non si pone. La domanda è: sanno di poterlo fare? Sanno che cosa si nasconde dietro a questa possibilità?

Nicola Palmarini, autore di “Le Infiltrate”

Nicola Palmarini, nel libro Le infiltrate, coglie bene il punto. “Il tema se le ragazze possano scrivere codice o meno non si pone”, scrive. “Possono. La domanda è: sanno di poterlo fare? Sanno che cosa si nasconde dietro a questa possibilità?”.

In effetti, le interviste condotte sul campione di studenti coinvolto hanno confermato che informazione e formazione sono...


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