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Istat: sale l’occupazione ma scendono i posti fissi. È ancora allarme giovani

31 Maggio Mag 2018 1037 31 maggio 2018
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Ad aprile il tasso di disoccupazione resta stabile all'11,2%, gli occupati sono 64mila in più ma l'aumento arriva soprattutto dai contratti a termine e crescono anche le persone in cerca di occupazione dello 0,6% (17mila in più). Nota dolente sul fronte giovani: torna a salire con 33,1% di disoccupati della fascia 15-24 anni

Ad aprile 2018 la stima degli occupati continua a mostrare una tendenza alla crescita (+0,3% rispetto a marzo, pari a +64 mila). Il tasso di occupazione si attesta al 58,4% (+0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente).

Lo rileva l'Istat, spiegando che per effetto degli arrotondamenti la variazione rispetto al mese precedente è corrispondente a zero. «Dopo i livelli massimi della fine del 2014, la disoccupazione è tornata sui livelli della seconda metà del 2012», su cui viaggia ormai già da tempo.

La crescita congiunturale dell’occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 25-34enni. L’aumento maggiore ad aprile si stima per le donne (+52 mila) e per le persone di 35 anni o più (+77 mila). Prosegue la ripresa degli indipendenti (+60 mila) e dei dipendenti a termine (+41 mila), mentre diminuiscono i permanenti (-37 mila).

La stima delle persone in cerca di occupazione registra un aumento dello 0,6% (+17 mila) su marzo e dello 0,8% (+24 mila) su base annua. Il numero dei disoccupati si attesta così a 2 milioni 912 mila.

Sale l’occupazione anche se si tratta di contratti a termine
Il numero degli occupati ad aprile raggiunge il record storico di 23 milioni e 200 mila. Si è così superato di 23 mila unità il picco toccato nell'aprile del 2008. Si tratta del livello più alto dall'inizio delle serie storiche, ovvero dal 1977. La composizione dell'occupazione è però cambiate: ora si contano più donne, più anziati ed è nettamente più alta la quota dei tempi determinati, spiega l'Istituto.

I giovani
Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) ad aprile torna a salire, risultando pari al 33,1%, con un rialzo di 0,6 punti percentuali su base mensile. Su base annua invece si registra un calo di 2,5 punti. I livelli pre-crisi restano comunque molto distanti: il tasso attuale è di circa 13 punti più alto.

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