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Nuovo Governo

ActionAid: senza un ministro per le Pari Opportunità il governo è “zoppo”

1 Giugno Giu 2018 1156 01 giugno 2018
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L’Ong augura buon lavoro al nuovo Governo ma nota che, a giudicare dai suoi primi passi, i diritti delle donne non sono al centro: «Se l’esecutivo a guida Lega-M5S vuole essere un vero Governo del cambiamento, non può dimenticare di dare un segnale forte contro la violenza sulle donne e le disuguaglianze di genere»

ActionAid augura buon lavoro al nuovo Governo, che inizia oggi il suo cammino prestando giuramento. Se l’esecutivo a guida Lega-M5S vuole essere un vero Governo del cambiamento, non può dimenticare di dare un segnale forte contro la violenza sulle donne e le disuguaglianze di genere, inserendo questi temi tra le priorità della sua Agenda.

A giudicare dai suoi primi passi, tuttavia, il Governo non ha fatto dei diritti delle donne una delle sue priorità. Nella lista dei ministri manca infatti un ministro per la Pari Opportunità, mentre le donne ministro sono soltanto cinque (di cui tre senza portafoglio) su un totale di 18 dicasteri. Se si vuole imprimere una svolta, si può e si deve fare di più.

Per stimolare un dibattito serio sul tema, coinvolgendo l’opinione pubblica e la politica, nel periodo delle elezioni ActionAid ha lanciato la campagna “Lascia il segno”, chiedendo ai partiti e ai candidati di garantire strategie continuative ed efficaci nel tempo, di realizzare un sistema di monitoraggio dell’utilizzo dei fondi antiviolenza e nuove e più efficienti forme di assistenza a sostegno alle donne.

Più in particolare, ActionAid ha chiesto l’attuazione del Piano Nazionale Antiviolenza 2017-2020, e che esso sia seguito da Piani successivi per assicurare stabilità in termini di azioni strutturali e finanziamenti. La campagna “Lascia il segno” ha anche ribadito la necessità di una rete più forte per proteggere le donne e l’importanza di iniziare la battaglia culturale dalle scuole, rifiutando stereotipi e sessismo anche nel linguaggio della politica.

Solo in Italia, nel 2016, sono state uccise 149 donne. Almeno una volta nella vita, una donna su tre in tutto il mondo ha subito violenza fisica o sessuale. Si tratta di un fenomeno strutturale e trasversale a tutti i paesi e a tutte le classi sociali: la violenza sulle donne è infatti tra le violazioni dei diritti umani più diffuse.

Senza un’effettiva parità di genere e la piena affermazione dei diritti delle donne, non può esistere una democrazia di qualità. Il tempo e gli strumenti per cambiare rotta esistono, a partire dal Contratto di Governo sottoscritto dalla Lega e dal M5S, che in tema di politiche di genere può essere migliorato in molti punti.

Nel documento presentato al Presidente Mattarella è totalmente assente la prevenzione. È invece necessario affrontare il fenomeno della violenza sulle donne con strategie integrate. Nonostante i dati allarmanti e l’urgenza del fenomeno, la lotta alla violenza di genere è affrontata con un approccio principalmente repressivo e securitario, in cui l’aspetto dominante è quello punitivo.

Per ActionAid, al contrario, molte più risorse e centralità vanno date allo strumento della prevenzione, in coerenza con le raccomandazioni della Convenzione di Istanbul sulla necessità di affrontare il problema in maniera integrata (prevenzione, protezione, punizione). Le misure punitive, infatti, non eliminano da sole il fenomeno.

Stupisce inoltre che nel Contratto non figuri alcun riferimento alle risorse economiche per la gestione dei centri antiviolenza, né ai percorsi di protezione e supporto alle donne che subiscono violenza. Positivo, invece, l’inserimento della formazione delle forze dell’ordine, ma è necessario assicurarla a tutte le figure professionali in contatto con casi di violenza.

Le politiche riguardanti le donne sono menzionate prevalentemente all’interno della voce “politiche per la famiglia”, ma il tema centrale della conciliazione vita-lavoro viene affrontato solo da un punto di vista femminile, presentando quindi una visione che di fatto rafforza gli stereotipi e i ruoli tradizionali.

Infine, totalmente assenti dal Contratto sono i riferimenti a progettualità e investimenti dedicati alla promozione dell’uguaglianza di genere in ambito economico.

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