Rossini
Nuovo Governo

Rossini: «Ora la sfida è portare in Europa il reddito di inclusione»

1 Giugno Giu 2018 1452 01 giugno 2018
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Il Presidente delle Acli e portavoce dell’Alleanza contro la povertà spiega le urgenze che l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte si troverà a affrontare. «Buona l'idea di includere in un unico dicastero sviluppo economico e welfare»

Politiche di inclusione, reddito di cittadinanza, reddito di cittadinanza, lotta alla povertà. Comunque vada, questo governo ha alzato molto l’asticella delle aspettative su temi economico-sociali. Che cosa ne pensa chi, come Roberto Rossini, presidente delle Acli e portavoce dell’Alleanza contro la povertà, ha contribuito a far crescere sensibilità e consapevolezza attorno al problema?


Roberto Rossini

Qual è il suo giudizio complessivo sulle sfide che il nuovo governo si troverà ad affrontare sul breve e medio periodo?
Siamo tutti in attesa. Ma un primo giudizio positivo lo possiamo dare sull’idea di includere in un unico dicastero sviluppo economico e welfare.

Ricordiamo che il titolare del dicastero allo sviluppo economico e alle politiche sociali sarà Luigi Di Maio,che nel marzo scorso aveva raccontato a Vita i suoi progetti sul welfare…
Unire tutto in un unico dicastero può essere un buon punto di partenza: ci può essere un elemento attento che dichiara che il welfare può essere improntata a uno sviluppo generativo.

Come ci si potrebbe muovere sulla strada dell’inclusione?
Attraverso il reddito di inclusione (Rei), perché crediamo sia uno strumento efficace per generare inclusione sociale. Non è unicamente un sostegno, un sussidio o uno strumento di lotta alla povertà… Il reddito di inclusione è generativo dell’effetto sviluppo economico-inclusione-cura del welfare.

In che senso?
Nel senso che parte da un’idea più ampia: poter reincludere le persone. Il tema è dunque l’inclusione e il soggetto la persona. Lavorando su questi due poli, ovviamente si contrasta la povertà. Ma si fa anche molto di più.

Dovremmo quindi tutelare il Rei da possibili fraintendimenti o sovrapposizioni (es reddito di cittadinanza)...
Di più: avendo noi in mano uno strumento concreto e importante dovremmo puntare alla sua estensione in Europa. Se il vero problema è proporre strumenti che superino la logica dell’austerity, perché questo governo non si fa portavoce di questa istanza proponendola come prassi condivisa in tutti i Paesi UE? Spesso si parla dell’Europa in termini socialmente deboli, ma se l’Europa si dotasse su iniziativa italiana di un reddito di inclusione europeo faremmo un vero salto di livello.