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L'esecutivo Conte visto dalla stampa estera

2 Giugno Giu 2018 1445 02 giugno 2018
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Critiche e atteggiamento di scetticismo, con qualche considerazione positiva, dei media internazionali nei confronti del nuovo esecutivo, entrato nella pienezza dei suoi poteri con il giuramento al Quirinale

Dopo 88 giorni di crisi, la più lunga della Repubblica, nasce il governo M5S-Lega. Che cosa dice la stampa estera del nuovo esecutivo? Prevalgono le critiche e un atteggiamento di scetticismo, con qualche considerazione positiva, e le parole che forse ricorrono di più sono “populisti” ed “euroscettici”.

Il New York Times titola: «I partiti populisti dell’Italia vincono l’approvazione per formare il governo», ed evidenzia come «dopo 88 giorni di impasse e negoziazioni, due partiti populisti italiani con una storia di antagonismo nei confronti dell’Unione europea hanno ricevuto l’approvazione giovedì sera per creare un governo che ha già destabilizzato l’ordine politico del continente».

Anche il Wall Street Journal parla di «amministrazione euroscettica al potere in Italia» ed esprime dubbi nei confronti del nuovo esecutivo, affermando che «un governo di coalizione tra due dei partiti anti establishment italiani ha giurato venerdì, ma le profonde differenze tra i due ministri fanno sì che ci si domandi come il nuovo governo implementerà le sue audaci promesse e quanto a lungo durerà».

Caustico il settimanale britannico Economist, che dedica alle vicende italiane la sua copertina, che mostra un gelato tricolore esplosivo con le micce già accese sotto al titolo: “Maneggiare con cura”. «L'Italia è meno vulnerabile al panico degli investitori di quanto molti realizzino. Il vero pericolo è a lungo termine", commenta l’Economist, che prosegue: «Durante i giorni peggiori della crisi europea, il timore era che le turbolenze che minacciavano i titoli greci e spagnoli potessero contagiare anche quelli dell'Italia, troppo grande per essere salvata. Ora invece, l’attenzione dell'Unione europea è focalizzata direttamente sull’Italia».

Il Guardian, che parla di governo populista e definisce Conte «un professore di legge praticamente sconosciuto», riflette che «l’accordo di governo porterà almeno una pace temporanea a una crisi politica che ha tenuto l’Italia invischiata per settimane. A causa del disordine Bruxelles e gli investitori di tutto il mondo si sono chiesti se l’ascesa del populismo italiano e la caduta dei partiti politici tradizionali rappresentasse una minaccia per il futuro del paese nell’eurozona».

La Croix, quotidiano francese di ispirazione cattolica, commenta a questo proposito che «gli investitori considerano il programma dei due alleati pericoloso per i conti pubblici italiani, ma temevano ancora di più un eventuale ritorno alle urne nei prossimi mesi».

Il Guardian, che definisce Salvini «feroce critico di Bruxelles», sottolinea come i due nuovi ministri e vicepresidenti del Consiglio siano due ex avversari in politica entrambi in cerca di potere, e scrive che «ci si aspetta che il nuovo governo prenda una posizione molto più antagonistica contro Bruxelles rispetto al precedente», mentre «ci sono molte incognite su come la nuova amministrazione governerà l’Italia».

Anche se Lega e M5S hanno deciso di fare dietro front e di accettare il veto del presidente Mattarella sulla nomina dell’”euroscettico Savona” a ministro dell’economia, e il nuovo ministro, Giovanni Tria, è favorevole al fatto che l’Italia resti nella moneta unica «il conflitto dei populisti con l’Eu non è completamente finito», commenta la Bbc. «Lega e M5S hanno entrambi promesso sia nuove spese per il welfare sia tagli alle tasse - cose che potrebbero andare in conflitto con le regole di spesa dell’Ue».

Il contratto di governo tra Lega e M5S, che Salvini e Di Maio si sono impegnati a firmare per dare vita al governo Conte, «volta le spalle all’austerità e ai diktat di Bruxelles, e scommette su una politica di crescita economica per ridurre il colossale debito pubblico italiano. Promette un abbassamento dell’età pensionabile, tagli draconiani alle imposte- cavallo di battaglia della Lega - e l’instaurazione di un “reddito di cittadinanza” di 780 euro al mese - promessa chiave del M5S», spiega La Croix.

Le Monde sottolinea come né Salvini né Di Maio siano diventati premier a causa di una lotta egoistica tra di loro che li ha costretti a scegliere una terza persona. Mentre Matteo Salvini è descritto da Le Monde come «uno xenofobo al ministero dell’Interno», «che se la prende regolarmente con l’Unione europea, con lo spazio Schengen e con gli immigrati (che lui chiama “clandestini”) denunciando in particolar modo un'invasione programmata», di Luigi Di Maio il quotidiano francese di centro-sinistra sottolinea come sia meno euroscettico di Beppe Grillo: «Siamo certamente critici, ma vogliamo rimanere nell’Unione Europea, e sicuramente, vogliamo rimanere nell’euro», dice Di Maio in un’intervista a Le Monde. Ma - e non siamo gli unici- siamo consapevoli che qualcosa debba cambiare».

Positivo Le Monde sulla nomina di Enzo Moavero Milanesi, ex ministro per i rapporti con l’Ue nel Governo Letta e Monti, a ministro per gli Affari esteri: «Difficile immaginare una scelta più pro-europea e più lontana dalle convinzioni esposte dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle, solo qualche giorno fa. La sua designazione è un segnale evidente di distesa nei confronti di Bruxelles, dopo giorni di tensione e di attacchi contro le istanze europee».

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