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Storie che aiutano e sostengono Fondazione Ant

7 Giugno Giu 2018 1609 07 giugno 2018
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Si intitola “Lutto libero” il volume scritto e voluto da Cristiano Carriero, storyteller che ha pensato che le parole avrebbero potuto aiutare lui dopo la morte della madre, e forse anche altri. Ha chiamato a raccolta amici colleghi per dare voce a un tema complesso e per dire che “si può tornare a sorridere dopo aver perso ciò che avevamo di più caro”

Ho sempre pensato che le storie possano fare bene. In fondo l’uomo è un essere sociale che ha, dentro di sé, il dono della narrazione.
I racconti educano, spiegano, danno risposte oppure, semplicemente, aiutano a diventare grandi e migliori.
Esistono poi le storie che fanno bene nel senso più concreto della parola perché supportano chi, del bene, ha fatto una missione di vita.

Parlo di Lutto Libero libro scritto e voluto da Cristiano Carriero il quale ha chiamato a raccolta amici e colleghi per dare voce a un tema, complesso e universale, come la morte con la volontà di aiutare Fondazione Ant onlus che, da anni, si occupa di assistenza specialistica domiciliare ai malati di tumore e prevenzione oncologica gratuita su gran parte del territorio nazionale.

Perché Lutto Libero e perché questa iniziativa?
Perché tutti abbiamo il nostro modo per affrontare la perdita di una persona cara. Cristiano, un anno fa circa, si è scontrato con la vita che lasciava il passo alla morte e la mancanza di una madre è qualcosa che non si spiega e non si immagina mai perché, per i figli, è così. Non ci si pensa al giorno in cui potrà accadere di restare soli.
Poi quel giorno arriva e bisogna superarlo ma, ancor di più, bisogna imparare a vivere con la quotidiana mancanza di chi si ha amato più di qualunque altra cosa.

Allora Cristiano Carriero, storyteller tra i più preparati e competenti oggi, ha pensato che, ancora una volta, le parole avrebbero potuto aiutare lui e, forse, anche agli altri.
Lutto Libero, edito da Gelsorosso, nasce così volendo, poi, devolvere tutti i proventi delle vendite ad Ant che ha saputo alleviare, per quanto possibile, gli ultimi giorni di vita della madre di Cristiano.
Un libro che è un atto di amore e di generosità così come gli autori - amici che si sono resi disponibili scrivendo una parte di loro per dire che “si può tornare a sorridere dopo aver perso ciò che avevamo di più caro”

Perché, come scrive Andrea Fontana nella prefazione, “abbiamo il diritto di piangere, ironizzare, sdrammatizzare, razionalizzare, commuovere, empatizzare la privazione della vita… ma soprattutto, sempre e comunque, abbiamo bisogno di esorcizzare la morte”.
Le storie servono anche a questo e se possono essere di aiuto sostenendo un’importante causa benefica allora il senso della perdita potrà dirsi trovato.

Hanno contribuito a realizzare questo viaggio, collettivo e introspettivo, fatto di tante esperienze diverse Andrea Fontana, Donato Barile, Ilaria Calamandrei, Marco Maddaloni, Giulia Olivi, Tommy Dibari, Fulvio Paglialunga, Michele Dalai, Claudio Pellacchia, Giusy Cascio, Francesco Poroli, Ezio Azzollini, Virginia “La Viz” Gaspardo, Giuliano Pavone, Ivan Tabanelli, Alessandro Piemontese, Lucia Perrucci, Marco Napoletano, Ferdinando Sallustio, Matteo “Bianx” Bianconi, Matteo Caccia e Fabio Fanelli.

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