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2017, è di nuovo record di profughi: sono stati 68,5 milioni

19 Giugno Giu 2018 1018 19 giugno 2018
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Dalla Repubblica Democratica del Congo alla guerra in Sud Sudan fino alla fuga in Bangladesh di centinaia di migliaia di rifugiati rohingya provenienti dal Myanmar. Sono queste alcune delle crisi che hanno fatto segnare il record, per il quinto anno di fila, del fenomeno migratorio fotografato nel rapporto annuale Global Trends dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati

68,5 milioni, è questo il numero delle persone che nel 2017 sono state costrette a fuggire a causa di guerre, violenze e persecuzioni.

Una cifra enorme che attesta la portata epocale del fenomeno migratorio e segna il nuovo record, peraltro per il quinto anno consecutivo.

I dati emergono dal rapporto annuale Global Trends, appena pubblicato da Unhcr, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, nel quale si evidenzia che a determinare tale situazione sono state in particolare la crisi nella Repubblica Democratica del Congo, la guerra in Sud Sudan e la fuga in Bangladesh di centinaia di migliaia di rifugiati rohingya provenienti dal Myanmar.

Dei 68,5 milioni di persone costrette a lasciare la loro terra di origine, 16,2 milioni sono i nuovi rifugiati, quelli cioè del 2017. In altre parole lo scorso anno, quotidianamente oltre 44 mila persone abbandonavano le loro case e molto altro per cercare altrove una vita migliore.

L’incremento registrato nel 2017 rispetto all’anno precedente, quantificabile in oltre 3,1 milioni di persone, è dieci volte superiore a quello annotato tra il 2016 e 2015.

Per quanto riguarda la provenienza dei profughi, il 70% proviene da soli 5 Paesi: Siria, Afghanistan, Sud Sudan, Myanmar e Somalia.

La fotografia scattata dal Global Trends mette in risalto anche gli sfollati interni, che sono 40 milioni, in leggera diminuzione, con la Siria ancora i testa alla classifica, seguita dalla Colombia, dalla Repubblica Democratica del Congo e dall'Afghanistan.

L’Alto Commissario al Fondo per i Rifugiati delle Nazioni Unite Filippo Grandi ha dichiarato che «siamo in un momento decisivo in cui l'adeguata risposta agli sfollamenti forzati nel mondo richiede un approccio nuovo e più completo per garantire che i paesi e le comunità non siano più lasciati soli in queste situazioni». Ha poi notato che «i rifugiati che sono fuggiti dai loro Paesi per sfuggire ai conflitti e alle persecuzioni rappresentano 25,4 milioni dei 68,5 milioni di persone sradicate».

Il rapporto riporta che la Turchia rimane il più grande paese ospitante assoluto per i rifugiati, con una popolazione di 3,5 milioni di rifugiati, per lo più siriani, mentre il Libano ospita il maggior numero di rifugiati in relazione alla sua popolazione nazionale.

Un dato “sorprendente” che sfata molti luoghi comuni è quello che dovrebbe ridimensionare la percezione di una crisi umanitaria che colpisce il ricco e sviluppato Nord del pianeta. Infatti l'85% dei rifugiati si trovano in Paesi in via di sviluppo, spesso i più poveri.

Domani, 20 giugno, si celebrerà la giornata mondiale del rifugiato e dare un’occhiata al rapporto Unhcr potrebbe essere uno dei tanti modi per celebrarla.

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