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Bilanci

Unicef: il 2017 anno record per gli aiuti d’emergenza ai bambini

28 Giugno Giu 2018 1559 28 giugno 2018
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Per portare aiuti salvavita in occasione di carestie, siccità, conflitti e malnutrizione che hanno minacciato la sopravvivenza di milioni di persone l’organizzazione ha impiegato oltre mezzo miliardo di dollari. La cifra più alta impiegata in aiuti per le crisi umanitarie. L’anno scorso però si è anche riusciti a ridurre il costo di un set di vaccini: 18 dollari statunitensi contro i 24,46 del 2013

Un anno record per gli aiuti di emergenza ai bambini. Così una nota di Unicef definisce il 2017. Anno in cui carestia, siccità, conflitti e malnutrizione hanno minacciato la sopravvivenza di milioni di persone. E per portare aiuti salvavita e di emergenza ai piccoli con urgente bisogno di assistenza l’organizzazione ha impiegato oltre mezzo miliardo di dollari. Questa – sottolinea una nota – fino a oggi è la cifra più alta impiegata dall’Unicef in aiuti per le crisi umanitarie.

Lo scorso anno, la siccità e i conflitti armati hanno devastato le vite dei bambini in Sud Sudan, Yemen, Somalia e Nigeria nordorientale, con circa 22 milioni di bambini affamati, malati, sfollati e fuori dal percorso scolastico. Circa 1,4 milioni di bambini correvano il rischio imminente di morire a causa di malnutrizione grave. La risposta a questa emergenza è stato l’invio di kit per la nutrizione con cibo terapeutico pronto per l’uso, latte, biscotti ad alto contenuto energetico e attrezzatura antropometrica per pesare e misurare i bambini per un valore di 122,4 milioni di dollari.

Nel Corno d’Africa, dove la siccità ha inasprito una crisi nutrizionale di larga scala, l’Unicef ha consegnato circa un quarto del suo cibo terapeutico a livello globale per salvare centinaia di migliaia di bambini colpiti da malnutrizione acuta. Oltre la metà è stato prodotto da fornitori locali in Paesi in cui l’Unicef ha programmi per la nutrizione, fattore che ha aiutato a migliorare l’efficienza e a supportare il mercato locale.

Nigeria ©UNICEF

Ma negli invii non c’è stato solo cibo, tra gli aiuti salvavita anche acqua e servizi igienico-sanitari, vaccini e farmaci, e forniture per l’istruzione e vestiti per i bambini e le famiglie coinvolte o sfollate a causa di conflitti, disastri naturali e altre crisi in 61 Paesi. La maggior parte degli aiuti di emergenza sono stati distribuiti in Bangladesh (Cox’s Bazar), Yemen, Corno d’Africa, Siria, regione del lago Ciad e Sud Sudan.

Inoltre per garantire assistenza ai rifugiati rohingya in Bangladesh, sono stati creati rapidamente servizi logistici, mentre per affrontare simultaneamente nel mondo epidemie di colera sono stati distribuiti scorte d’acqua e kit igienico-sanitari e medici. Solo in Yemen, dove circa 22 milioni di persone sono state colpite da insicurezza alimentare e da un sistema sanitario in dissolvimento, l’Unicef ha fornito oltre 900 milioni di pastiglie per la purificazione dell’acqua, 1.800 kit per la diarrea acquosa acuta e 33 milioni di dosi di vaccini.

Il 2017 inoltre è stato anche l’anno che ha visto Unicef e i suoi partner ridurre i prezzi dei vaccini. E questo grazie agli sforzi compiuti per influenzare il mercato. Per la prima volta, un set completo di vaccini per un bambino con meno di un anno è disponibile, per i Paesi a basso reddito, a meno di 18 dollari americani, solo nel 2013 il prezzo era di 24,46 dollari.

In totale, l’anno scorso l’Unicef ha fornito aiuti e servizi per i bambini in 150 Paesi e territori per un valore di 3,46 miliardi di dollari

In apertura immagine della Siria ©UNICEF

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