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Innovazione

Video, Skype, a puzzle o di gruppo: come cambia il colloquio di lavoro

5 Ottobre Ott 2018 1700 05 ottobre 2018
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Il colloquio face-to-face non è più l’unica modalità per selezionare personale. Ci sono formule, come il colloquio via Skype o il video, che servono in fase di preselezione. Poi ci sono le aziende che fanno cimentare in prove tecniche o domande rompicapo

Via Skype, per telefono, dal vivo, a puzzle o in video. Tutti siamo spaventati di fronte a un colloquio di lavoro, ma le aziende ormai usano diverse tecniche per selezionare il proprio personale. Le regole e gli errori da evitare restano sempre gli stessi: non farfugliare, non farsi prendere dalla paura, vestirsi bene e osare un po’, ma non troppo. Ogni modalità, però, ha i suoi segreti.

Il colloquio telefonico, di solito, è il primo step che può aprire o no le porte di un secondo e più completo colloquio, magari dal vivo o no. Ma anche per telefono, è sempre meglio prepararsi tanto bene quanto per un'intervista di persona.

Sempre più aziende, poi, utilizzano i colloqui via Skype per selezionare il personale da assumere, soprattutto nella prima fase. Per poi magari concludere con un colloquio dal vivo. In questo caso l’immagine entra a far parte della negoziazione, quindi bisogna scegliere il look giusto e assicurarsi che tutti i device che usiamo siano perfettamente funzionanti. Meglio fare prima un check sulla luce dell’immagine, in modo da essere pronti e ben visibili per il debutto sullo schermo.

Le regole e gli errori da evitare restano sempre gli stessi: non farfugliare, non farsi prendere dalla paura, vestirsi bene e osare un po’, ma non troppo. Ogni modalità, però, ha i suoi segreti

Ci sono datori di lavoro, invece, che prediligono i video-colloqui registrati, pratica sempre più diffusa nei processi di pre-selezione. Al candidato viene richiesto di rispondere ad alcune domande predefinite dal selezionatore e di registrare un video tramite webcam o smartphone. Un’occasione unica per esprimersi al di là del proprio curriculum e mostrare la propria personalità, andando oltre le competenze “tradizionali”. Visiotalent, azienda leader nel campo del video recruitment, offre alcuni consigli in merito: scegliere un ambiente confortevole e professionale per realizzare il video; testare in anticipo i dispositivi; essere sintetici e andare al punto; scegliere il giusto abbigliamento.

Altra tipologia, poi, è quella delle case interview, sempre più diffuse nelle startup e nelle aziende innovative: viene dato un problema di business o una prova tecnica da fare sul posto o a casa, e poi dal vivo se ne discute e si dà un giudizio. In alcuni settori, come la scrittura o l’ingegneria, è possibile invece che venga richiesto di completare un’attività di lavoro. Come concludere una vendita, ad esempio.

I grandi big del tech, come Google invece, sono famosi per porre domande rompicapo o da cruciverba. Sono le cosiddette puzzle interview: non bisogna necessariamente conoscere la risposta; l’azienda per lo più vuole vedere in che modo il candidato ragiona per arrivare a una possibile soluzione. Un test per le soft skill, insomma.


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