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Festival della Partecipazione, al via la due giorni con al centro il diritto alla Salute

11 Ottobre Ott 2018 1627 11 ottobre 2018
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Per Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, l’associazione che insieme ad Action Aid e Slow Food ha dato vita all’iniziativa, lo scopo della terza edizione della kermesse è «dare un messaggio di consapevolezza ma anche di fiducia» su come «il Paese può cambiare proprio partendo da questo attivismo civico e dalla capacità delle amministrazioni di sfruttarlo»

È cominciata oggi la terza edizione del Festival della Partecipazione a L’Aquila. Una due giorni dal titolo “Sogni, incubi, realtà. Democrazia e partecipazione nell’era dell’incertezza”. Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, che insieme a Action Aid e Slow Food organizza la manifestazione sottolinea: «quest’anno abbiamo avuto una grandissima richiesta di far parte del Festival da parte delle organizzazioni civiche e dei volontari. Se prima il Festival era di noi promotori con questa terzo anno possiamo dire che è diventato un patrimonio condiviso e collettivo».


Antonio Gaudioso

Qual è il tema portante di questa terza edizione?
Il titolo è “Sogni, incubi, realtà”. L’idea è quella di fotografare un po’ la fase storica del nostro Paese con i grandi problemi e le grandi paure che ci sono ma anche le gradi opportunità in termini di capacità di cambiamento legate all’attivismo civico. Vogliamo dare un messaggio di consapevolezza ma anche di fiducia. Negli oltre 50 eventi di questi giorni, con le tante testimonianze che avremo, vogliamo raccontare di come il Paese può cambiare proprio partendo da questo attivismo civico e dalla capacità delle amministrazioni di gestirlo.

La partecipazione è spesso vista come attività politica in senso stretto…
I partiti non hanno il monopolio della politica. Fare politica non vuol dire e non può voler dire necessariamente solo militanza politica. È solo una delle tante possibilità

Eppure, in particolare con il Movimento 5 Stelle, sempre di più il termine partecipazione è usato proprio in questo senso…
Non basta la democrazia con un click e banalizzare dicendo che è quello il surrogato della democrazia rappresentativa oggi. Il tema della partecipazione dei cittadini online è un aspetto. Ma ce ne sono tantissimi altri. C’è l’attivismo delle persone nei comitati territoriali. C’è anche l’attivismo a tempo determinato di chi porta innovazione e cambiamento attivandosi per obiettivi circoscritti geograficamente e temporalmente. Non tenere conto di tutto questo significa avere una visione della partecipazione limitata

Quel è la definizione migliore di partecipazione?
Partecipazione è l’assunzione di responsabilità in prima persona dei cittadini che fanno qualcosa per prendersi cura del bene comune. Rientra nell’ambito del bene comune anche il tema della fiducia. La fiducia a che fare con il rapporto tra cittadini e istituzioni.

Fiducia che è ai minimi termini. Per questo immaginate anche dei cambiamenti di legge sul tema partecipativo?
Sì. In primo luogo avremo un confronto su quelle che sono le proposte che esistono già sul tappeto e che hanno a che fare con il rafforzamento degli istituti di partecipazione all’interno della nostra Costituzione. Un dibattitto cui parteciperà anche il Ministro Fraccaro.

Che però non sono proposte che avete messo sul tavolo voi…
No, successivamente presenteremo una proposta di modifica dell’art. 117 della Costituzione che ha l’obbiettivo di far sì che il diritto alla Salute sia un diritto effettivamente visibile in ogni angolo del Paese. Questo perché uno dei problemi drammatici di questa fase storica, e che riemerge periodicamente come un fiume carsico, è la disuguaglianza. Abbiamo diritti diversificati a seconda della zona geografica con cittadini di serie A e serie B. L’obiettivo è di puntare sull’esigibilità del diritto alla salute del cittadini in ogni luogo del Paese.

Concretamente cosa significa?
Vogliamo spostare la centralità del dibattito dal tema delle competenze, se cioè il Servizio Sanitario debba essere governato in modo centralistico o regionale. A noi non interessa. Quello che ci interessa è garantire un servizio ben amministrato per tutti. La valutazione sulla funzionalità nei servizi sanitari e sociali deve essere fatto dai cittadini e quello deve essere il parametro. Non può essere lo stesso ente erogatore a valutarsi

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