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Giovani rassegnati dinanzi al futuro? Va riacceso il fuoco del desiderio

29 Ottobre Ott 2018 0954 29 ottobre 2018
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Un prof del liceo Mazzini di Genova, con 60 ragazzi di cui 40 provenienti dalla zona rossa della città, venerdì ha partecipato alla lezione di Massimo Recalcati di introduzione alle Romanae Disputationes 2019, il concorso per i ragazzi delle superiori sulle grandi domande della filosofia. Ecco la sua testimonianza

Possiamo lasciare che le crescenti difficoltà esterne siano le uniche a determinare la nostra posizione davanti alla realtà? Questa domanda continua ad abitare la mia quotidianità dall’inizio dell’anno scolastico. Ogni volta che con il treno passo sotto le rovine del ponte Morandi e vedo i volti affaticati dei miei compagni di viaggio farsi lividi e seri, mi domando come faremo a ripartire, nella consapevolezza che niente sarà mai più come prima.

Poi entro in classe e incontro gli sguardi dei ragazzi. Penso che non si può stare davanti ad Agostino o a Nietzsche senza lasciarsi attraversare da tutta l’enorme portata di una domanda che continua a tornare nella vita di ogni essere umano. Tuttavia ogni volta che in classe si tocca il tema del futuro, personale e della nostra comunità, troppe volte emerge un velo di rassegnazione. Conosco il pensiero che sta dietro a quel velo, anche perché lo ritrovo anche dentro di me. Si nutre di stanchezza mista a rabbia, non crede che nessun cambiamento sarà mai possibile.

Poi arriva anche quest’anno la proposta di partecipare alla conferenza inaugurale delle Romanae Disputationes, lezione magistrale di Massimo Recalcati. Tema: la natura del desiderio. Ne parlo ai ragazzi e ad altre due colleghe, accenno alla possibilità di andare in presenza a Milano ed è subito sì, un sì neanche troppo meditato, un sì che racconta la presenza di un cuore abitato dal desiderio di riappropriarsi della capacità di pensare insieme, di riscoprire - tramite il fuoco che solo gli incontri con dei veri maestri possono accendere - la possibilità di una strada bella da percorrere insieme, che è, al tempo stesso, solo tua, perché tuo è il fuoco che si è acceso dentro di te e che sei chiamato a custodire.

Sulla via del ritorno alcuni ragazzi mi confermano nella sensazione di aver trovato un punto di partenza, anzi di ri-partenza, unitamente alla consapevolezza di essere chiamati a vivere ed indagare intensamente le ragioni del proprio desiderio. Si sono sentiti accompagnati e sfidati a vivere all’altezza del loro desiderio, pro-vocati a ripensare il modo con cui guardano alla propria quotidianità ed alla propria storia personale. Massimo Recalcati nella sua analisi intorno alla natura del desiderio li ha condotti gradualmente fino alla vetta ed al cuore del problema, la legge del desiderio è quella che informa l’anima di ogni uomo ed è possibile affermare che sia l’unico dovere davanti al quale siamo ultimamente responsabili. Citando a memoria il suo maestro Jaques Lacan, Recalcati ha rivolto ai presenti questa domanda: «Sta qui l'esperienza dell’azione umana [...] riconoscere la natura del desiderio che è al centro di tale esperienza, che una revisione etica è possibile, che un giudizio etico è possibile, il quale ripresenta la questione nel suo valore di Giudizio Universale: avete agito conformemente al desiderio che vi abita?».

Non un astratto dovere dunque, da abbracciare con spirito di sacrificio e che rischia di trasformare la vita personale in un lungo corridoio abitato dal risentimento, ma un percorso all’interno del quale si è sfidati a trovare la propria forma originaria, quella che è capace di farci guardare alla realtà che abitiamo secondo una logica che oltrepassa la semplice accettazione passiva dell’esistente, aprendo la strada alla fioritura della creatività umana.

Ancora una volta ho la conferma della sproporzione tra la domanda che abita il cuore dei nostri ragazzi e le tante micro-risposte che spesso vengono offerte loro. Come ben sintetizzava qualche anno fa Nicolò Fabi nella sua canzone Una buona idea, molti ragazzi si trovano in questa condizione:

«orfano di origine e di storia

e di una chiara traiettoria,

orfano di valide occasioni

del palpitare di un’idea con grandi ali

di cibo sano e sane discussioni

delle storie, degli anziani, cordoni ombelicali

orfano di tempo e silenzio

dell’illusione e della sua disillusione

di uno slancio che ci porti verso l’alto

di una cometa da seguire, un maestro d’ascoltare».

La sensazione è che la proposta di rilettura del desiderio offertaci dall’incontro con Massimo Recalcati e la possibilità di metterci in gioco con una sfida grande come le Romanae Disputationes, ci abbia aiutati tutti, studenti e docenti, a ricentrare il nostro percorso e a recuperare il filo rosso del senso del nostro ragionare insieme. Se è vero che ognuno di noi porta, in certi momenti della vita, scritta nel proprio cuore la frase che chiude il Diario di Etty Hillesum «si vorrebbe essere un balsamo per molte ferite», forse è altrettanto vero che, affinché questa aspirazione e questo bisogno divengano realtà, occorre trovare una compagnia buona che aiuti il nostro desiderio di ripartire a trovare la sua personalissima forma, e nulla offre una risposta migliore a questa sfida quanto l’incontro con dei veri maestri.

*L’autore insegna al liceo Mazzini di Genova e venerdì 26 ottobre a Milano ha partecipato alla lezione di Massimo Recalcati di introduzione alle Romanae Disputationes 2019 con 60 ragazzi di cui 40 provenienti dalla zona rossa di Genova. Il Concorso Romanae Disputationes, promosso dall’associazione ToKalOn vuole risvegliare l’interesse alla filosofia e sviluppare le capacità critiche e dialettiche degli studenti della scuola secondaria superiore. Attraverso le RD si intende offrire una occasione per innovare il modo tradizionale di studiare filosofia, proponendo un approccio tematico e non soltanto storico. Gli studenti del triennio (anche più team per scuola), nelle categorie Junior (III e IV anno) e Senior (V anno), affiancati da un docente referente, redigono un elaborato scritto di max 30mila battute o un video non superiore a 10 min sul tema dell’anno. L’iscrizione al Concorso dev’essere effettuata dal docente referente o dalla segreteria della scuola entro e non oltre il 15 dicembre 2018.

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