PARMA Campanini
Anteprima Magazine

Abbiamo aperto le porte e le nostre vite

5 Novembre Nov 2018 1505 05 novembre 2018
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Dodici storie di accoglienza ai migranti nelle case delle famiglie italiane raccontate in presa diretta sul numero di VITA in distribuzione

IL PRIMO GIORNO
«Ha voluto lavare i piatti e pulire la cucina. Credo che andremo d'accordo»


Il racconto di Anna Masera, giornalista de La Stampa che ha accolto a casa sua Dodou, ragazzo del Gambia di 21 anni sbarcato in Sicilia dopo aver abbandonato casa e aver affrontato un ungo viaggio a piedi e in autobus, guadagnadosi in itinere i soldi per imbarcarsi in Libia alla volta di Pozzalo.

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LA RELIGIONE
«Capita di discutere: faccio fatica a comprendere l'islam»


La consulente bibliotecaria di Bologna Antonella Agnoli che accoglie da tre anni, con la sua famiglia, Karim, ragazzo ventenne del Benin approdato a Lampedusa. Il giovane la mattina lavora come mediatore culturale per una cooperativa mentre la sera frequenta l'ultimo anni di un istituto tecnico per il turismo.

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IN FAMIGLIA
«Ormai è come se fosse un figlio»


Mohamed, un ragazzo rifugiato di 18 anni della Costa D'Avoriom arrivato come minore non accompagnato. Vive dal 22 giungo scorso con i coniugi Martina e Michele a Ferrara. Insieme a loro i due figli, Francesca (28 anni) e Pietro (25 anni).

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L'ADDIO
«Blessing non vive più qui. Ma il legame che c'è fra noi durerà per sempre»


Lucia Mielli e Francesco Rapicano hanno accolto il 29 gennaio 2018 Blessing, una ragazza nigeriana di 26 anni arrivata in Italia nel 2015. La ragazza, che era incinta, il 26 febbraio ha dato alla luce Isabella Imose. Con il tempo la neo mamma, insieme a Ehosa papà della bambina, sono adnati a vivere insieme, hanno un lavoro e una loro indipendenza.

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LA CONVIVENZA
«Letina e Mariam? Con loro siamo diventati un vero co-housing»


Angela Pagani con tre amiche con cui condivide un percorso di co-abitazione decidono di accogliere Letina, eritrea di 28 anni in regime di protezione sussidiaria e poi Mariam, etipe di 23 anni in Italia da due con lo status di rifugiato politico.

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IL LAVORO
«Non c'è solo quello: la spensieratezza è importante»


Sahal, somalo di vent'anni, vive con Laura Pinzani e uno dei suoi figli. Ha la sua stanza, il suo bagno, le sue chiavi e vive una vita indipendente. Una scelta basata su regole chiare ma anche sulla comprensione dell'esigenza di tornare bambii di chi ha vissuto esperienze molto più grandi della propria età.

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LA PAURA
«Vivere con uno sconosciuto? Nessun problema: è come gestire un AirBnb»


Annalisa Verna, insegnante di matematica, vive con il figlio Tullio di 18 anni e Mamadou 19enne senegalese arrivato in italia da minorenne su un barcone. Il giovane aveva una borsa lavoro come magazziniere e si alzava la mattina alle 5. Oggi vive in un appartamento con un amico.

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L'EMULAZIONE
«Dopo mio papà, l'ho fatto anche io»


Giorgio Campanini a 88 anni ha accolto in casa Mursal, giovane somalo. Il figlio Sandro, 52 anni, ha deciso per questo ha deciso di aprire casa ad Abdi, anche lui somale di 22 anni. L'unica difficoltà? A tavola, perchè a PArma il prosciutto è un must ma i giovani somali sono muslmani e non possono mangiarlo.

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LE REGOLE
«Servono e vanno rispettate da tutti. Altrimenti? La porta è aperta anche per uscire»


Antonio Silvio Calò, pugliese di Barletta e insegnante a Treviso, nominato cittadino europeo del 2018 è docente di Storia e Filosofia al liceo, condivide la sua cosa con sei ragazzi migranti che si aggiungono a sua moglie e ai suoi quattro figli. Una piccola comunità che per funzionare deve avere orari e appuntamenti precisi da rispettare.

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IL FUTURO
«Sacko farà una grande carriera»


Alessio Faricciotti, medico con un passato nella cooperazione internazionale, ha ospitato, insieme a sua moglie Aurora e ai figli Diego (14 anni) e Anita (10 anni), Sacko guineano di 26 anni. Oggi il guovane vive con la sua compagna e lavora come aiuto notaio nello astudio del cognato del suo ospite.

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LA CASA
«La mia era troppo piccola per ospitare. La soluzione? Ho traslocato»


Ester Kolwaski, modellista, tagliatrice e sarta specializzata in cinema, ha cambiato casa andando in periferia per avere una stanza degli ospiti da destinare a Ali, maliano di 22 anni che ha introdotto nel proprio mondo lavorativo facendogli fare nelle tintorie delle produzioni cinematografiche.

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I FIGLI
«Per loro Hamdi è una porta sul mondo»


Isabella, educatrice e Marco, designer, hanno tre figli di 12, 8 e 3 anni. Vivono a Milano nel Condominio Solidale di Bruzzano e accolgono Hamdi, somala di 21 anni con lo status di rifugiatache fa la cameriera ai piani di un hotel milanese.

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